La comicità di Rogen non è demenziale, dissacrant'e politicamente scorretta: è volgare, sguaiata e scurrile quanto quella dei fratelli Farrelly nei momenti più inefficaci della loro filmografia. Quella gag di "Tutti pazzi per Mary" (1998) era una stupidaggine allora e lo rimane anche dop'oltre 20 anni. Perciò è disfunzionale a una romcom, la quale inoltre passa più tempo a strizzare l'occhio a Capra, "La bella e la bestia", "Pretty Woman" e a rivendere la battuta sulla desecretazione dell'omicidio Kennedy (già usata due volte da Bay) ch'a credere seriamente a se stessa. Perché allora dovremmo farlo noi?
Come virar'al cinema il nichilismo spaziotemporalmente compiuto della postmodernità, nella sua contagiosità planetaria e nella sua acuzie storica? D'esempi n'abbiamo a caterve, anzi fors'il problema è l'esatt'opposto: non esistono più eccezioni. L'assurdo del Novecento è uscito dalla cultura di nicchia e ora è diventato di massa, popolare, mainstream. Il citato "Reservoir Dogs" (1992) è un'esplicita dichiarazione d'un plausibile punto di svolta. Poi il regista si dirige dalle parti di "The Bling Ring" (Sofia Coppola, 2013) o "Posh" (Lone Scherfig, 2014), aggiungend'una pleonastica sfuggevolezza della verità a quest'ennesima apologia del nulla.
Un film che ripropon'il tema del doppio tramite sci-fi, action, dislocazione cronologica non può non ricorrere alla tecnologia digitale. Che sia "Face/Off" (Woo 1997), "Terminator", "S1mOne" (Niccol 2002), "Gattaca" (Niccol 1997), "Southland Tales" (Kelly 2006), è un evergeen intramontabile che Lee ci presenta con alcune facilonerie di scrittura, ma non tante quant'in un sequel a caso della saga "Mission: Impossible".
Coraggioso o sconsiderato nel suo divertente e divertito approccio a un conflitto di portata biblica? Coraggioso, quant'un 1° Woody Allen m'anche quant'un nostrano Covatta. Il disinnesco umoristico è efficace.
Nel 1990 Gore Vidal, presidente della giuria veneziana*, sì comportò come molti oggi con questo lavoro pseudoregistico, e fece scàndalo con un'"opinione fragilissima, ai limiti del ridìcolo" (Beniamino Placido: https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/09/22/venezia-scatenata-la-vendetta.html). Tarantino miglior storyteller e grande letterato? Allora pubblicasse direttamente le sue sceneggiature, se non sa (più) trasformarle in cinema col suo codice diverso, quello audiovisivo ch'esige "instant cult", inquadrature e sequenze che dovrebbero scalfire il c.d. immaginario collettivo, mentr'in questo caso dopo metà film, visto (ascoltato?) il monologo di DiCaprio, mi son'addormentato. La smettesse di citare e ricordare soprattutto "The Big Sleep".
*Questa notizia non è presente nelle voci di Wikipedia a lui dedicate.
Nel 1990 Gore Vidal, presidente della giuria veneziana*, sì comportò come molti oggi con questo lavoro pseudoregistico, e fece scandalo con un'"opinione fragilissima, ai limiti del ridìcolo" (Beniamino Placido: https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/09/22/venezia-scatenata-la-vendetta.html). Tarantino miglior storyteller e grande letterato? Allora pubblicasse direttamente le sue sceneggiature, se non sa (più) trasformarle in cinema col suo codice diverso, quello audiovisivo ch'esige "instant cult", inquadrature e sequenze che dovrebbero scalfire il c.d. immaginario collettivo, mentr'in questo caso dopo metà film, visto (ascoltato?) il monologo di DiCaprio, mi son'addormentato. La smettesse di citare e ricordare soprattutto "The Big Sleep".
*Questa notizia non è presente nelle voci di Wikipedia a lui dedicate.
L'incipit è quello del Coppola che quarant'anni fa sintetizzò Vietnam, i Doors e sintomi da DSPT. La domanda del marketing è: quanto può interessare la riproposta d'una denuncia contr'il nichilismo, quando la cultura umana è essenzialmente intrisa di strategie di sopravvivenza, meccanismi di difesa, tentativi d'escapistico rimedio da tale consapevolezza? Tarantino ha reindicato la via della mitopoiesi induistica, omerica, ebraica, norrena: un'affabulazione che non va da nessuna part'e in più tant'ultraviolenza grindhouse da sparatutto per colmare questo vuoto cosmico. Apprezzato, osannato, celebrato, Stallone e il suo nuovo Rambo s'adeguano. E anche David Morrell dovrebbe cercare di capire cosa sia cambiato in quasi mezzo secolo invece di twittare anatemi (https://twitter.com/_DavidMorrell/status/1175060258399481857).
C'è pur'inserita una polarizzazione della geopolitica d'Hollywood nei confronti del Messico, dagl'Oscar ai "three amigos" e Coco al nuov'impero del male ("Breaking Bad", il Villeneuve di "Sicario"), ma con la 7a arte non c'entra nulla.
L'idea della seconda chance grazie a un mondo alternativo/parallelo buono per la cosmologia dell'MCU*, un protagonista amorosamente impacciato per ragioni inspiegate, le canzoni dei Fab Four e dei lor'epigoni considerate imprescindibili per un mondo migliore senz'alcun controfattuale. Boyle e Curtis sfornan'un prodotto dalla superficie dorata e inconsistente. Attenti a grattar via la patina.
*Questo spunto è identico allo sketch di Troisi in "Non ci resta che piangere" del 1984.
È un biopic più didascalico che didattico, come leggere un articolo di Wikipedia sull'autore? È stato giusto raccontare la storia del fondatore del fantasy moderno usando e abusando del suo stile che rimpiazza molte verità biografiche? Indipendentemente da ciò, il film sembr'essere stato girato più per la fama di Tolkien che per l'oggettivo interesse della vita del giovane scrittore, di fatto abbastanza convenzionalmente dickensiana. Maltrattato da critica e pubblico per questa condivisibile ragione.
McQueen è abile nel compiacere le giurie del festival coi suoi formalismi autoriali e i suoi temi di pseudodenuncia sociopolitica. Con "Widows" è il turno del #metoo, e scemo chi ci casca.
*Questa notizia non è presente nelle voci di Wikipedia a lui dedicate.
*Questa notizia non è presente nelle voci di Wikipedia a lui dedicate.
C'è pur'inserita una polarizzazione della geopolitica d'Hollywood nei confronti del Messico, dagl'Oscar ai "three amigos" e Coco al nuov'impero del male ("Breaking Bad", il Villeneuve di "Sicario"), ma con la 7a arte non c'entra nulla.
*Questo spunto è identico allo sketch di Troisi in "Non ci resta che piangere" del 1984.