Scritto da: CLAUDIO CISCO

Il vecchio e la ragazza


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...ma si presentava con uno dei sportelli aperti che lasciavano vedere un’infinità di vestiti ed indumenti vari, uno sopra l’altro, così come capitava, alcuni arrotolati come fogli di carta straccia senza alcun ordine e la benché minima cura. Quella stanza, al primo sguardo, era il ritratto del disordine che regnava ovunque e in qualsiasi cosa. E lì dentro, davanti allo specchio più impolverato che lucido, vi era lei, bellissima con i suoi quindici anni compiuti da due mesi, lei che col suo aspetto annullava, come per magia, tutto il disordine che vi era intorno concentrando su di essa grazia, armonia, giovinezza. Prepotente, catturava quello sguardo indagatore che poco prima frugava fra le cose della sua stanzetta. Vi riusciva con la vitalità e la sensualità della sua età, rendendo lecito e giustificabile, tutto ciò che di sbagliato e di fuori posto vi era lì dentro. Lei ora rappresentava il centro, il motore, la parte principale di quella stanza come se tutto vi ruotasse intorno. Lei, l’adolescente, indiscussa protagonista, attrice, stella del firmamento, giovanissima dea nata per amare ma soprattutto per essere amata. Quell’ipotetica telecamera nascosta dentro la sua camera adolescenziale per spiare le sue cose, il suo mondo che io stesso ... [segue »]

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