Scritto da: Giuseppina Radice

Una gemma per Malvizia


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...dovrebbe trasmettere il sapere e dimentica invece quanta bellezza ci sia nella pazienza dell'attesa che gli alberi siano pronti per dare i loro fiori. Ne aveva avuto conferma anche quella mattina davanti allo sguardo grande, aperto ma anche timido e spaurito che abbracciava tutto quasi a volersene appropriare: che bella casa – aveva detto – e si era tuffata in una calda e confortevole cioccolata sorseggiandola con gusto. Ma - non è felice. Le manca qualcosa - aveva pensato la signora Maria. Quanti anni hai? – le aveva chiesto – e si era meravigliata che fosse giovanissima dal momento che aveva iniziato a raccontare delle sue esperienze di lavoro che erano state dure ma molto formative. E quando le aveva detto qualcosa della sua vita e delle sue scelte la signora Maria aveva pensato ad una favola antica che, come tutte le favole hanno sempre qualcosa da dire al momento giusto. Era la favola di Marvizia che era stata così chiamata dalla mamma draga perché le sembrava piccola piccola come la malva. La mamma draga delle favole non è la mamma buona." Era una gigantessa, una donna alta alta, viveva rubando e mangiando cristiani, pecore, capre buoi come se ... [segue »]

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    Scritto da: Giuseppina Radice
    Riferimento:
    1 Albrecht Dürer, Melencolia I, Incisione su rame, 1514

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