Scritto da: Edmond Dantes

La voce che salvò la voce mia


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La voce che salvò la voce mia "Ti sto aspettando!" Esclamò al voce di mia moglie, una volte aperto la comunicazione al cellulare. "Ho appena concluso la session. Era importante, non potevo lasciarla a metà, altrimenti quando la riprendevo più. Un po' di ritardo non è la stessa cosa di bidonare." La udii sospirare quasi volesse scoppiare. "Se per te un'ora di ritardo è un po' di ritardo, abbiamo concezioni diverse del tempo." "Sto arrivando." "Non fa nulla." La voce di ella era flebile. "Sto arrivando. Aspettatemi." "Sono vent'anni che t'aspetto e tu non arrivi mai." Chiuse la comunicazione. Ci aveva sospirato sopra, e ciò significava che il dolore stava diventando troppo da sopportare. Il guaio è che non potevo farci nulla! Sapeva i rischi del mio mestiere, quello del musicista, della preparazione per le tournè e ciò che ne conseguiva con la lunga latitanza, l'uscita dei compact, dei video: sapeva perfettamente tutto sin dall'inizio, che tutto ciò mi avrebbe portato a stare lontano da lei, dalle figlie, dalla famiglia. "Tu non pensi mai a noi!" Era usuale questa forma ripetitiva. Arrivai al punto che avrebbe preferito che avessi perso la voce, anni fa,... [segue »]
Composto venerdì 2 marzo 2018

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    Scritto da: Edmond Dantes
    Ha partecipato al concorso
    #IORESTOACASAeSCRIVO

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