Solitaria


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...sicuro...---.
Si diresse a piccoli passi verso la sedia, lasciando delle leggere orme sulla moquette sporca.
Il fischio era diminuito e il mal di testa stava allentando la sua presa. Si vestì in fretta: un paio di jeans logori, una camicia verde a scacchi e una T-shirt nera.
Ispezionò la stanza in cerca delle scarpe ma l'unica cosa che trovò fu un pacchetto di sigarette sotto il letto e fortuna volle che, tale pacchetto, fosse pure provvisto di accendino bic verde.
Fu strano, non si ricordava niente di lui, chi era, cos'era successo
---... perché qualcosa era successo qualcosa di storto e su questo non ci pioveva...---
e, soprattutto, non si ricordava nemmeno che fumava, ma appena vide il pacchetto di sigarette iniziò a bramare la sua amica bionda, la voleva ardentemente. Mentre si accendeva la sigaretta sbavava e quando la carta e il tabacco iniziarono a bruciare l'odore che produssero gli fecero dimenticare per la prima volta da quando si era svegliato che era solo. Furono cinque minuti in cui non pensò a niente se non a gustarsi la sua paglia.
Inspirò l'ultima boccata d'aria inquinata e poi spense la sigaretta buttandola dentro il bicchiere sul comodino. Doveva ricordarsi ... [segue »]

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    Commenti


    7
    postato da , il
    per 10 splendidi mimuti ero io Fred!!!
    6
    postato da , il
    non ho cpt nnt
    5
    postato da , il
    il racconto si legge tutto d'un fiato e non mancano le "sorprese"- perchè lo hai definito horror?
    bravo, hai talento!
    concetta antonelli
    4
    postato da , il
    non è un horror è la pura verità
    3
    postato da , il
    fantastico

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