Poesie inserite da Mariella Mulas

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Scritta da: Mariella Mulas

Solitudine di capi chini

Avrei dovuto d'istinto
dedicare parole accoglienti
a quelle antiche labbra solitarie.
Avrei dovuto cercare
di intravedere ove e perché
sostasse tenace il silenzio...
muta reclinavi il capo
in reconditi pensieri,
ed io con te, a volte,
respiravamo assieme il silenzio...
quanta malinconia
attraversa ora il ricordo di te...
tu, che eri presenza tenera
nella mia infanzia,
e poi attenta nella adolescenza,
e infine lungo la mia vita
di donna e madre...,
avevi sempre spontaneo
il sorriso del coraggio.
E ora comprendo la nostalgia
di quei giorni compiuti solenni di te.
E come te, allora, stanche mie labbra
sai cercano parole dedicate,
mentre con bianco capo chino,
riconosco quell'innaturale silenzio
della inesorabile tua, e ora mia solitudine.
Composta mercoledì 22 gennaio 2020
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    Scritta da: Mariella Mulas

    Sospirare d'amore

    Sospirar d'amore
    spesso è destino
    a volte consegnato
    al tempio
    delle illusioni...
    E la notte,
    custode dei sogni,
    porge orecchio
    ad ascoltare
    solo l'intensità del desiderio...
    Forse accende
    scintillii di stelle
    come promesse
    d'incontri poi di sguardi,
    forse lascia pure
    impresse in orme
    sulla sabbia
    parole tenere udite,
    o non dette invece chiare,
    o non sapute donare sincere, e infine inesorabile nel tempo,
    cancellate dal vento,
    o dalle eterne risacche indifferenti.
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      Scritta da: Mariella Mulas

      Il dolore (per non dimenticare...)

      Ah gioventù d'oggi,
      in un cambio generazionale
      di volti
      che non hanno memorie...
      Eppure scorre sempre
      in questa umanità
      il dolore...
      In ogni luogo della terra
      ove è sempre pur presente
      la serpe del male
      che induce simili a odiare simili,
      e a voler cancellare
      l'esistere di uomini con uomini,
      donne con donne,
      bimbi con bimbi...
      E dove ha origini il massacro
      ancor più menti deformi
      predicano morte...
      Ah gioventù d'oggi,
      inebriati da falsi idoli
      di superiorità d'intenti...
      come giochi virtuali
      unite la maestria del bullismo,
      e incalzando ore
      di rivitalizzate prepotenze,
      urlate il disprezzo di genti,
      come vittoria di una coscienza
      che non ha coscienza e né sa
      cosa fu e cosa è il vero Dolore...
      quel Dolore delle Memorie
      di un Popolo innocente,
      cancellato per delirio
      di onnipotenza
      e che voi decantate
      come drogante baldoria
      da bar, rivisitata dal vostro tempo
      senza visioni di guerre
      e di morti inconsapevoli.
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        Scritta da: Mariella Mulas

        Quel bacio

        Avrei voluto
        solo un bacio,
        Quel bacio
        che emoziona
        storie di sentimenti.
        Poteva rallegrare
        cuore, far brillare occhi,
        far ridere all'impazzata
        di un allusivo significato
        impresso su incredule
        labbra.
        Avrei voluto far
        riecheggiare quel battito
        che solo romantico,
        riconosceva i segnali
        di un amore che crescendo
        nominava te in ogni sospiro...
        allora incantato dalle illusioni
        di un sogno che ora
        non c'è più!
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          Scritta da: Mariella Mulas

          Per caso sussurro amico

          Soffermate sempre
          sguardo in sguardo
          per caso incrociato...
          E se colpisce di sincerità
          cercate l'espressione
          della vita...
          È necessario come
          osservarsi riflessi...
          Si potrà forse capire
          se diverrà dialogo
          o silenzio dell'anima.
          Si riuscirà forse così
          a cogliervi l'aria sorridente
          o lontana dai colori
          ammorbidenti linee
          ritratte meste.
          E quegli occhi diverranno
          racconti d'identità,
          pure se ancora sconosciuta,
          ma che infine
          se un sorriso e un saluto
          nasceranno spontanei, allora,
          con un sussurro già amico,
          sentire forse si potrà:
          - Ciao mi chiamo amicizia...
          e tu come ti chiami? -.
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            Scritta da: Mariella Mulas

            Scrivimi...

            Scrivimi...
            meglio che udire solo suoni
            di parole fuggenti.
            Potrò invece fermare emozioni
            negli occhi,
            per consegnarle al cuore,
            con sillabe di tenerezze...
            scrivimi di te,
            non intimidire pensieri...
            io porrò attente orecchie
            nello sguardo leggente,
            e labbra saranno
            a baciare pensieri.
            Non allontanare ricordi,
            userò le tue frasi
            come fiori di un giardino
            curato, cullato dalle mani
            della natura spensierata.
            Scrivimi, e la mia solitudine
            giacerà infine addormentata
            in zolle di essenze di gioia.
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              Scritta da: Mariella Mulas

              Decisione

              Ho deciso, lascio passato
              al passato e in sacchetti neri
              ripongo ricordi e rimpianti inutili,
              li stringo con lacci di indifferenza
              forte forte
              e lascio tutto fuori dal portone
              del mio cuore.
              So che ci penserà il tempo
              a consegnarli all'inceneritore
              dell'oblio...
              Poi mi metterò a parlare d'amore
              al primo movimento di innamorati
              che attrae vicino, e racconterò
              loro le emozioni dell'anima
              sia uomo che donna,
              sia al bimbo o bimba,
              sia anche un merlo che ciarla l'ora,
              sia pure un cagnolino o un micio
              e finanche a una mosca improvvisa
              che pur insonnolita di freddo
              sia tentata da un raggio caldo...
              Parlerò d'amore
              anche alla nube lassù, in fondo al cielo,
              al fiore di un mandorlo già vezzoso,
              alla goccia spruzzata sul lavandino,
              a un piatto che profuma appena lavato,
              alla noia di un attimo che si trasforma
              in sorpresa di una poesia...
              Parlerò d'amore al mondo,
              a tutti, belli e brutti,
              poveri e ricchi, giovani e vecchi...
              Parlerò, sensuale e accattivante
              della voglia bellissima d'amare
              e del suo tempo vitale...
              Non aspetterò risposte stupite,
              solo un sorriso tutto per me,
              che amo tutto e niente,
              che credo a tutti e a nessuno,
              che voglio esistere
              di sogni, e non soggiogata
              dal continuo mal di vivere,
              per ore, giorni e ancora qualche anno,
              finché sensi e corpo e mente
              stanchi di me, infine esausti,
              mi lasceranno passare oltre!
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                Scritta da: Mariella Mulas
                Cantava voce
                il senso dell'amore,
                sussurrava labbro
                il senso della tenerezza,
                e guardava il sorriso.
                E s'innamorò...

                Ma divenne donna
                in un letto di celate spine,
                e consegnò, ignara, il primo
                suo sangue
                e il suo primo stupore.

                Passarono giorni e mesi e anni
                e l'amore divenne dolore,
                il canto pianto
                e il sussurro terrore.
                Ma ancora amò.

                Si abituò agli occhi chini,
                si abbandonò ai silenzi.
                Urlava troppo la gelida gelosia
                di quel compagno severo,
                e senza spensieratezza.

                Cercò parole, ricevette schiaffi,
                cercò sguardi ma ostili
                minacciarono la notte buia
                e la mattina dei passi intimiditi
                e obbligati alla solitudine.

                Bussava il suo cuore,
                voleva il suono del canto.
                sognava la dolcezza,
                supplicava la saggezza
                di un vivere in libertà.

                Trovò il coraggio
                in un giorno di maggio
                e confessò il suo disagio
                e per lasciare quegli occhi duri
                che bramavano senza amare.

                E fu decisa la condanna
                dalla mente possessiva.
                - No, resterai perché sei mia
                e sempre lo sarai... -
                E così impugnò il furore

                come sangue di dolore
                per un amore che non era amore
                ma solo logica malattia,
                negazione di una gelosa follia
                per una donna stanca che andava via.
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                  Scritta da: Mariella Mulas

                  A una cagnetta che non c'è più

                  Sfiorerò di flash
                  la mente
                  in piccoli barlumi di memoria
                  per gestire malinconia.
                  Eri presenza fedele,
                  giostra di movenze accattivanti
                  tu piccola creatura,
                  subito amica del cuore.
                  Sei andata oltre anche tu
                  E non hai mai lamentato paure,
                  eri presenza nel mio pianto,
                  eri gioco nella mia allegria,
                  e capivi il mio silenzio.
                  Accucciata accanto
                  lambivi sguardi come carezze
                  di coraggio.
                  Tu sei oltre ormai
                  accanto forse ai miei rimpianti.
                  Sfiorerò ancora i giorni senza te
                  come quei tramonti
                  che incontrano notti senza luna.
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