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Poesie inserite da Luca Zecca

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Scritta da: Luca Zecca

Il rumore della pioggia

Il rumore della pioggia esalta le note suonate dal battito dell'anima. Se l'acqua è vita la sua canzone è questo tranquillo motivo scandito dal dolce cadere delle sue gocce dal cielo sul vetro che mi separa dal mondo circostante.
Tutto là fuori avvolto da una cupa foschia che cerca di rallegrarlo coprendone le tristi meschinità e io qui posso sentire la pace di questo manto di tranquillità.
Fa strano come pochi giorni addietro l'estate sembrava non poter aver fine eppure anche le stagioni con le loro improvvisate sempre ci rammentano quanto precaria sia la vita qui e vani gli sforzi per crederci saldi e sicuri.
Come rondini di passaggio erriamo una vita in questa landa alla ricerca perenne di amore e un senso che non ci accorgiamo sfugge qui per concretizzarsi e compiersi al di là di questa coltre di nebbia.
Nel silenzio il rumore della pioggia esalta le note suonate dal battito dell'anima.
Composta lunedì 7 settembre 2020
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    Scritta da: Luca Zecca

    Il freddo può toccar anima

    Il freddo può toccar anima
    ma lo spirito mio non raggiunge,
    e se la mente nella solitudine strugge
    il cuore sempre sa trovar rima.

    Non dobbiamo trovar pena adesso,
    se siamo in questa vita è perché
    dobbiamo imparare a elevarci sopra il riflesso.

    Nelle miliardi di possibilità di mondi
    è una colpa fermarsi in questa materialità,
    ci è stato dato uno spirito eterno nell'immortalità.

    Qual miglior prova di questa tra mortali
    per capire quanto davvero valiamo?
    Ma come ci superiamo se non giochiamo?

    Giochiamo con chi vede nella morte la fine,
    con chi nell'arricchirsi il suo unico fine,
    chi usa solo cattiveria e l'anima ha fine.

    Non facciamoci preoccupare dal domani
    noi che siamo eterni! Il tempo è
    un gioco che abbiamo tra le mani.

    Preoccupiamoci di portare luce tra queste
    tenebre di stolti e malvagi; è inutile
    tenere per sé il dono guardandoli dalle finestre.

    Colpa non ha mai chi si mette in gioco,
    ma chi avendo un dono non ne lascia ricordo.
    Composta mercoledì 15 febbraio 2017
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      Scritta da: Luca Zecca

      In questa beatitudine ti ho cercato

      In questa beatitudine ti ho cercato,
      lì dove nel mare ti sei gettato.
      Pensier mio ardente di peregrinare,
      ora qui non mi puoi più ingannare.

      In questa dolce terra montagna incontra mare,
      ove fin anche il cielo vi si vuole tuffare.
      Che pace e dolcezza per il mio spirito,
      per l'anima riposo che ha rinvigorito!

      Io ti pensavo mentitore e fuggiasco,
      ma tu solo in altra guisa mi stavi guidando.
      Qui dove mente non mi avrebbe portato,
      ma con cuore e sentimento ci sono arrivato.
      Composta venerdì 2 dicembre 2016
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        Scritta da: Luca Zecca

        In cielo le stelle ogni notte sono tante

        In cielo le stelle ogni notte sono tante,
        miliardi di puntini che senza un senso
        ti catturano senza ritorno in un istante.

        Una sera di settembre però se ci penso,
        non ho avuto bisogno di salire
        la mia stella l'ho trovata in questo immenso.

        Hai regalato una nuova luce al mio patire,
        il vuoto che sentivo sempre se n'era andato,
        l'amore mi aveva avvolto nelle sue dolci spire.

        Grazie per ogni istante che mi hai regalato,
        dal più piccolo al più importante
        che non sempre ti ho ricambiato.

        Ci provo ora con la cosa che so fare con maestria,
        la dedico per sempre a te amore mio questa poesia.
        Composta martedì 15 luglio 2014
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          Scritta da: Luca Zecca

          Squittii lontani nella foresta echeggiano

          Squittii lontani nella foresta echeggiano,
          di lupi che non sanno di essere divenuti per morale conigli!
          Non vi siano a loro giacigli,
          non fioriscano in lor animo fino a un riscatto nuovi gigli.
          Di sol pane non vive l'uomo disse il redentor,
          fiamme e saette rinvigoriscon il riscatto nel mutamento di sentor.
          La via è ardua e stretta e non richiede certo pochi sforzi,
          mal ner reciproco rimembrar di colpi bassi si muore; e ciò, per Dio, si smorzi!
          Non sia mai che qualcuno per errore decida di avvicinarsi,
          solo sull'odio e le divisioni bisogna concentrarsi!
          Ma fino a quando!? Fin quando su ciò si può soffermarsi!?
          Per pace e amore fummo tutti creati,
          l'odio e il dubbio son figlio dei cherubini nel fuoco sprofondati.
          Sì tanto bello potrebbe essere il futuro,
          non di questa Terra infatti sono i frutti delle nostre azioni,
          perché quindi inficiarsi sul dopo solo per non saper tenere vili reazioni,
          perché non vivere in pace un cammino che finirà di sicuro!?
          Composta domenica 21 aprile 2013
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            Scritta da: Luca Zecca

            Rimembro ancor triste e passato

            Rimembro ancor triste e passato
            quel giorno che fu dannato;
            figlio di anni di scelte sbagliate,
            figlio del tempo e proposte rubate.

            Ahimè! Come tutto qui mi condusse?
            Al sentirmi inutile e schiavo
            delle altrui mosse, al non saper
            del domani che farne; mi distrusse
            e nel passar dei giorni mi rese scialbo.

            E quella voglia di ribellione
            senza tregua continua a crescere,
            quel desiderio di porre fine al soffrire
            di coloro che più non vedono soluzione.

            Il loro intento alla fine è riuscito,
            hanno posto fine a quello che era un mito,
            lavorare per vivere e non vivere per lavorare:
            oggi tutti schiavi pronti a farsi comandare.

            Mutui, leasing, revolving e prestiti personali,
            così da togliere il piacere del domani,
            così da avere tutti sempre a lavorare,
            per pagare ognuno le sue rate senza protestare.

            Loro, tonfi e fieri, con le loro diavolerie
            ci hanno incatenato, con le loro porcherie
            senza sforzi o fatiche ci hanno addomesticato.

            Ma come per tutti il loro cuore
            una paura nasconde, e cioè quella che
            gli uomini si liberino dell'oppressore;
            ancora, fortuna loro, non si sono resi
            conto non essere l'avvoltoio conquistatore,
            ma la sua carta a cui danno troppo valore.

            Nel tempo in cui l'uomo a virtù
            e non già più a carta il tempo
            e le energie tornerà a dare, non più
            ai draghi di Wall Street il futuro
            andrà, ma ad ogni uomo libero,
            e a ogni uomo che liberar si dovrà,
            così che la coltre, per tutti e per me,
            un po' meno grigia e spessa apparirà.
            Composta martedì 19 giugno 2012
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              Scritta da: Luca Zecca
              Il cielo si colora di rosso
              la sera quando il sole ci lascia.

              La volpe la nel fosso
              nasconde i cuccioli prima della caccia.

              La dura notte d'inverno ricopre ogni cosa
              senza distinzione di colore della faccia.

              Il caldo tepore del tuo pensier però
              non mi permette di soffrire
              e di temere ciò che sarò.

              Il tuo amore mi permette di aprire
              il mio cuore anche tra freddo e neve
              senza che io possa perire.

              E se anche freddo e neve sono solitudine
              sempre forte e sereno mi sento,
              e di passare il mio tempo con te mai mi pento
              tu mi rendi sereno anche quando sono tra martello e incudine.

              Questo inverno di solitudine non mi spaventa
              perché già so qual è la mia ricompensa;
              riscoprir te alla fine di questa tormenta.

              E dubbi sul trovarti non ho,
              come non ho dubbi che domani il sole
              sorgere vedrò.
              Composta domenica 23 ottobre 2011
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                Scritta da: Luca Zecca

                Una lacrima che riga il volto

                Una lacrima che riga il volto
                assomiglia a un salto nel vuoto,
                perché sicuro è l'istante in cui inizia
                a lacrimare ma non quando
                si riuscirà a fermare.

                E intanto rivedi te stesso e
                rileggi tutto dietro il dolore, ma
                tutto vedi fuorché la lieta conclusione.

                La tua piccolezza è inghiottita
                dall'immensità di attimi di infinità,
                già ti chiedi se mai più una delizia
                per il cuore la vita ti riserverà.

                Ogni sospiro ormai sembra rumoreggiare
                contro di me, come a scandire
                il lento consumarsi del tempo.

                Ahi come impera la tenebrosità
                quando la tristezza dona falsità
                cercando di distogliere le cose
                dalla loro realtà.

                Ahi nulla sembra poter contrastare
                il grigiume di un mondo che
                credi non ti possa amare.

                Ma è nel riflesso sfuggente
                della lacrima ormai asciugata
                che capisci come le lacrime portano
                solo ad altro dolore,
                mentre un sorriso può far sentire anche
                agli altri un po' di compassione.
                Composta sabato 12 settembre 2009
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