Le migliori poesie inserite da Giuseppe Catalfamo

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Scritta da: Giuseppe Catalfamo

Canzoni e poesia. Mia Martini.

Oltre la collina un altro Atlantico,
mondi blu dove il cielo va a finire.
L'amore è il mio orizzonte... aiutami.
Cercando il sole dillo alla luna... salvami.

Dimmelo tu quante volte ho contato le stelle,
che vuoi che sia se t'ho aspettato tanto.
Io appartengo a te, volesse il cielo
Dio c'è e Gesù è mio fratello.

Piccolo uomo stai con me,
padrone, mi basta solo che sia amore,
tu sei così, la tua malizia.
Donna sola donna con te, principessa di turno.

Il guerriero tenero e forte,
occhi tristi del mio amore...
gli uomini non cambiano, uomini farfalla.
Ritratto della mia incoscienza, la vergine e il mare.

Cosa c'è di strano se mi sfiori,
danza pagana donna fatta donna,
a poco a poco piano pianissimo spaccami il cuore,
ossessione la costruzione d'un amore.

Ancora lacrime di marzo,
equilibrista il tuo cuore di neve,
la porta socchiusa, parlate di me...
tutti uguali... s. O. s. Verso il blu.

Senza te son tornata ancora grande,
Io madre ti regalo un sorriso,
la musica mi gira intorno, io andrò in Paradiso,
io donna io persona... e ancora canto.

Ciao Mimì.
Composta venerdì 19 giugno 2009
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    Scritta da: Giuseppe Catalfamo

    Giovini ardori

    Il rosso delle labbra dal cristallo traspare
    più rubina del vino la forma appare.

    Un ruggito m'assale mentre di nettare t'irrori
    nella mente s'avvolgono turpi ardori.

    Il tuo sguardo deflora il mio pensiero
    assorto, impavido come giovane guerriero.

    Vent'enni i tuoi sensi profanano la senile ingenuità
    vigore virgulta di neonata voluttà.

    Ti concedi, vergine nei sentimenti.

    Amore Santo, col viagra ne farò almeno venti.
    Composta mercoledì 23 dicembre 2009
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      Scritta da: Giuseppe Catalfamo

      Parole

      Le parole spesso assumono significati non veri,
      bestia è un cane, ma quali sentimenti più sinceri.

      Negro, può suonare offensivo, non educato,
      eppure nelle proprie case è così che si chiamano fra loro.

      Fascista, ormai è un offesa, ignobile etichetta,
      eppure l'ideologia non è certo da sgradevole setta.

      E tu, che sei il mio amore, il mio poema, mitologia,
      dovrei battezzarti come quella città, tra l'altro sei proprio Troia.
      Composta lunedì 9 agosto 2010
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