Scritta da: C. De Padua Visconti

Fermo sulla soglia di quel sogno!

Passeggiando sui sentieri dell'ignoto,
fui sfiorato da un chiarore abbagliante,
non era un lampo
ne il raggio del sole,
erano occhi di una bellezza
indescrivibile!
Così smisi quel cammino
senza senso
rapito da uno sguardo immenso,
magnetico catturava
i miei sensi
mi fermai
nei paraggi di quel bosco
pensai fosse ahimè un miraggio
un sogno!
Erravo! Era lei una donna
di avvenenza, un sguardo
dalla grazia e di bellezza,
fui colpito così tanto
che rimasi per un tempo
fermo sulla soglia di quel sogno!
Chiesi: donna sei tu fatta di carne?
La purezza che emanava
era rara, mai vista nelle forme
la sua carne, il colore dei suoi occhi:
un oceano da scoprire,
e l'odore m'invadeva
come immerso nelle rose
nelle viole di un giardino!
Le sue mani io toccai
di latte il suo colore
lisce come il marmo
mi inebriavano d'amore!
Il sole nei capelli
boccoli d'orati
m'avvolgevano
col vento
e sulle labbra assaporai
le sue labbra vellutate
un bacio, un tocco,
per capire
che la donna
che incrociai
solcò il destino
che ignorai!
Composta domenica 22 maggio 2016
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    Scritta da: C. De Padua Visconti

    Di te donna

    Di te donna mi resta
    la pelle addosso
    come quelle del serpente
    che muta!
    Di te mi resta il
    sapore amaro
    dei tuoi baci
    miele a fiele
    e le tue carezze
    scarnivano le mie viscere
    come artigli di un'aquila!
    Di te mi restano
    le tue parole finte
    fatte di lodi e plausi
    mentre in realtà parlavi
    come il serpente dell'Eden!
    Di te donna
    mi resta il male
    travestito in bontà
    l'amarezza di averti amata
    col cuore ma di essere ripagato
    con lo squallore
    del tuo vile orgoglio!
    Di te donna non mi resta nulla
    perché eri finta
    come una burattina
    nelle mani dell'egoismo
    dalle funi
    della furbizia
    mostravi la tua scaltrezza
    di attrice.
    Di te donna
    mi rimane un film
    che spero mai
    di rivedere
    nemmeno negli attimi di un ricordo!
    Composta domenica 1 maggio 2016
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      Scritta da: C. De Padua Visconti

      Immerso nelle tue mani

      Le tue mani
      che io adoro
      vorrei che fossero
      sulle mie gote!
      Ho fame del tuo
      profumo donna,
      le carezze che
      vegliavano la mia
      anima, il tuo tocco
      delicato sul mio corpo
      stanco, ridestavano
      le mie forze.
      Le tue mani donna
      io bramo intrecciarle,
      e col viso perdermi
      nei tuoi palmi,
      essere avvolto
      dalla tua pelle
      quando le notti
      fredde insidiano
      il calore dell'anima.
      Composta martedì 26 aprile 2016
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        Scritta da: C. De Padua Visconti

        Tu: il mio mondo!

        Fremiti silenti
        valicano la mia pelle,
        il mio corpo
        obbedisce all'amore,
        un risveglio dei sensi,
        una primavera dell'anima,
        se ci sei amore
        sei quiete alla ragione,
        se ci sei amore
        domato è il mio cuore,
        se ci sei amore
        io del mondo non ci sono
        perché tu sei tutto
        il mio mondo!
        Attendo i tuoi passi
        che distinguo da mille altri,
        una scia dalla brezza
        mi convoglia il tuo profumo,
        così mi affretto dal mio letto
        e rincorro quella via
        che mi porta l'allegria,
        l'amor che è atteso
        è affamato di carezze,
        è assetato delle labbra
        che eran chiuse
        dalla rabbia
        del sentirsi tristi e soli
        quando l'anima
        che adori
        pur che ama è distante
        io non reggo
        questo strazio
        dai affrettati
        che t'aspetto
        ho le rose e le viole
        sul tuo letto le ho spiegate
        han la forma del tuo cuore!
        Composta venerdì 22 aprile 2016
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          Scritta da: C. De Padua Visconti

          Sono un nidaceo

          Bramar carezze
          dalle tue mani,
          inaridito corpo
          che mendica
          le tue labbra,
          come un nidiaceo
          che attende il suo
          pasto vitale:
          tu sei la mia nutrizione!
          Attendo questo tempo
          che scorre lento
          vorrei corresse
          come il vento
          vorrei cavalcarlo
          questo tempo
          pigro e spietato!
          Attendimi amore
          in questa valle
          del dolore,
          attendimi ti prego
          il tempo io impreco
          lascio il mondo alle mie spalle
          con le sue rovine
          e le sue disgrazie
          da lontano
          invoco il tuo nome
          e dico: amore!
          Composta martedì 12 aprile 2016
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