Poesie inserite da Antonio Belsito

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Scritta da: Antonio Belsito

C'era una volta il coronavirus

C'era una volta il coronavirus
era una mosca rossa
dispettosa in ogni mossa
e il suo ronzio era fastidioso
disturbava tutto ciò che era gioioso
perché voleva un mondo noioso.
Svolazzava su ogni cosa
e seccava pure una rosa
tanto era odiosa.
Voleva catturare gli uomini
per metterli nella sua prigione
dove non esiste emozione.
"Non dovete vedere arcobaleni" – diceva
- "perché è meglio un mondo di veleni".
Allora, giunse un gigante buono
e del cuore si sentiva il suono.
Era tutto colorato
giallo, bianco, nero
e aveva il mondo disegnato
ed era pure "mascherato".
Il coronavirus intimorito
chiese: "dove va buonuomo così vestito?".
"Voglio far volare il mondo come un aquilone" – rispose il gigante buono -
"cielo azzurro e solleone".
E soffiò forte
ma forte
che la mosca rossa non ebbe altra sorte
se non di ridare la vita alla morte.
Così tutto il mondo tornò colorato
dalla paura liberato
e di quelli che la mosca aveva imprigionato
- e, purtroppo, mai liberato -
rimase un arcobaleno tanto amato
perché grazie a loro
il gigante buono, finalmente, era arrivato.
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    Scritta da: Antonio Belsito
    Siamo un puntino in questo universo.
    Un puntino dannatamente bello, sorprendente, quanto misterioso.
    Siamo un semplice puntino.
    Vaghiamo alla ricerca di non si sa cosa. Eppure siamo lì: un puntino, un solo puntino.
    Scaliamo arcobaleni, spegniamo pure stelle.
    Un puntino. In un universo.
    Siamo neve in una torrida estate.
    E siamo caldo in un inverno rigido.
    Siamo rosa in un mare di spine.
    E siamo spine in un mare di rose.
    Un puntino.
    In un universo.
    Siamo.
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      Scritta da: Antonio Belsito
      Mi sveglio di sobbalzo.
      Colo di sudori.
      Butto a terra le lenzuola
      e scappo per le scale
      così come sono
      in pigiama
      e niente mi ferma
      corro per le strade
      grido
      e sento solo la mia eco
      che mi rincorre
      appena passo
      e le finestre
      sono tutte nere
      sembrano murate
      e i portoni sono tutti
      senza uscita
      e sale polvere e freddo
      e più grido
      e più sento il silenzio.
      Di colpo
      mi sveglio
      e sento il suono disturbato
      di una tv
      che annuncia:
      "è finita. W la vita."
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        Scritta da: Antonio Belsito
        Ma cosa ca**o vuoi che ci diciamo
        ma cosa ca**o lamentiamo
        ché la fortuna a noi
        ci sta dando ancora una mano
        ché la vita ancora la sentiamo
        ché il tempo lo incrociamo
        ché un passo lo facciamo
        e lo so che ci manchiamo
        ma so pure che ci siamo
        e non siamo solo effetti
        ma siamo pure affetti
        sotto questi tetti
        siamo tutti uguali
        tali e quali
        e sembra non ci siano squali
        ché siamo tutti in mezzo al mare
        a remare, sì,
        per imparare, ancor più, ad amare.
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