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Scritta da: Marabu

A mio figlio

Subito un tonfo e un rivo rosso sangue
Poi la paura ed il trillar nervoso
Poi le mie corse, poi quel volto teso
Quell'urlo atroce rimasto in sospeso.

Il pianto che non voleva venire,
la gioia espressa da altre voci intorno;
"è maschio, è il terzo" e correre e gridare
ma il correr tuo era senza ritorno.

Notte e un dolore atroce
stringeva come fuoco il basso ventre.
Abiti bianchi come trini a Natale.
"Non solo a nuocere viene tutto il male".

E la bestemmia rimase lì, sospesa
fra cielo e terra, quasi fosse indecisa
se disturbare le orecchie dell'Eterno
o, quatta quatta, tornarsene all'inferno.

E restò lì, senza saper che fare,
guardando intorno chi l'aveva udita.
Poi la rividi, al mio fianco, cadere
Inciampando sui gradini di un altare

e mi seguì per veder s'era vero
che l'alba, a volte, nasce anche nera,
che il giorno passa senza sapere come
guardando l'uomo che si faceva sera.

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    Info

    Scritta da: Marabu
    Dedica:
    A mio figlio mai nato.
    Ha partecipato al concorso
    Come un granello di Sabbia

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