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Scritta da: Andrea De Candia
Venni da te con una preghiera
La sera che per te candele ardevano
Così sopra tessuti di velluto
Ti ho dato la mia dote di diamanti.

Ma non sai nulla tu del sacrificio.
Di candelabri con le braccia alzate.
Del fumo senza nubi del braciere
Che scalda il buio di templi severi.

Di angeli raccolti nelle nicchie
Riflessi in lampadari di cristallo.
Del balbettare di preghiere ardenti
Del sospirare nell'oscurità

E nulla sai dei desideri che
Gemono giù dal fondo dell'altare...
Prendi esitante gelida indecisa
Pietre brillanti di fervide lacrime.
Stefan George
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    Scritta da: Andrea De Candia

    Rapimento

    Io sento l'aria ora di un'altra sfera
    e mi scolorano nel buio i volti
    benignamente a me prima rivolti.
    E alberi amati e strade come a sera
    oscurano, che appena li ravviso:
    e ombra tu chiara - voce al mio tormento -
    in più profonde fiamme ora sei spenta
    per solcarmi d'un brivido improvviso
    dopo la guerra cieca in cui deliro.
    In circoli mi sciolgo in lume, in suono
    e senza brama al fervido respiro
    in lode pura grato m'abbandono.
    Un violento soffio ora m'assale
    nell'ebbrezza del rito ove uno stuolo
    di donne implora prosternato al suolo.
    E il vapore di nebbie lento esala
    a una contrada fulgida di sole,
    che cinge solo alpestri ultime gole.
    Candida e molle come latte trema
    la terra... su dirupi enormi io varco:
    di là rapito della nube estrema,
    nuoto in un mar di cristallina luce -
    una favilla io ormai del fuoco sacro,
    io sono un rombo della sacra voce.
    Stefan George
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