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Scritta da: Rosa Coddura

Cadeva la pioggia

Cadeva la pioggia,
goccia dopo goccia,
si poggiava sul mio volto,
bagnava il nero giubbotto
e lentamente
formava le pozzanghere
sulle strade.

Ella sempre di più batteva,
mentre le raffiche di vento
distruggevano il fragile ombrello,
ed io per non bagnarmi
con fatica tenevo l'agitato capello,
lavava via le orme
sulla strada,
le persone che avevo amato
ma non la tristezza
che avevo provato.

Il gelo soffiava tagliente
per un disagio
che non era solo apparente,
mi penetrava dentro,
quel giorno d'inverno,
mi sentivo nuvola
di un temporale più grande,
una tempesta morale,
un male ancor più grave,
pioveva dentro e si
formavano lentamente
le pozzanghere sul mio cuore
e non c'era nessun ombrello,
nessun riparo,
dalla pioggia del mio dolore,
nessuna previsione,
c'era stata per quel cuore,
che era uscito di casa
senza un'adeguata protezione.
Rosa Coddura
Composta domenica 27 gennaio 2013
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    Scritta da: Rosa Coddura

    Istantanee di vita

    Stai sbocciando alla vita
    donandoci la tua bellezza,
    sembrano esitare i tuoi petali ad aprirsi,
    sembrano giocare al sole.

    Dal calice si innalza la corolla scarlatta,
    che mi dà coraggio e speranza,
    augurio di una bella estate.
    L'ibisco dà il benvenuto a chi ospitate,
    da un visitatore ad un semplice passante,
    fiore dell'amore tra i capelli delle ragazze,
    simbolo di fecondità, avvenenza,
    per le donne sposate,
    segno di giustizia e lealtà,
    simbolo della felicità e della festività.

    Bellezza delicata,
    in tutto il mondo ammirata,
    dall'America alla Malesia,
    dall'Italia all'India,
    bella rosa della Cina,
    che sei nata stamattina!

    L'ibisco intona il suo ultimo fischio,
    colgo l'istante perché è già tempo di tramontare,
    hai avuto solo un effimero giorno per soggiornare,
    fugace è la vita si esaurisce in un istantanea,
    ma dalla bellezza così spontanea.
    Rosa Coddura
    Composta sabato 17 novembre 2012
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      Scritta da: Rosa Coddura

      Buon anno!

      Anche quest'anno sta passando,
      si sta allontanando,
      si trascina con sé momenti
      che non ritorneranno,
      cala il sipario
      su tutti quegli avvenimenti
      sui miei sconvolgimenti,
      che hanno caratterizzato l'anno,
      ormai tutto è un cambiamento,
      un continuo rinnovamento.

      Persone che sto lentamente
      lasciando andare,
      quelle che sto cominciando
      a conoscere e frequentare,
      periodi che non volevo abbandonare,
      si stanno concentrando nei ricordi,
      che sto accuratamente conservando.

      Sento che un periodo è finito,
      credevo fosse un ciclo infinito,
      invece gradualmente
      è scivolato via
      come sabbia nella clessidra.

      Una foglia ingiallita è rimasta
      sul ciglio della strada,
      ecco, adesso vola via,
      altre aspettando ancora di nascere,
      di vedere il sole, come quel fiore,
      per nutrirsi, per rinvigorirsi,
      nasceranno anche dei frutti,
      intanto è da seminare,
      tutto il resto da coltivare.

      Aspetto prati su cui camminare,
      di un verde effervescente
      li vorrei colorare,
      di fiori e foglie appassite,
      non ce ne devono più stare,
      o che non vorrei incontrare,
      pennellate di rosso e di giallo,
      tutto deve essere più gaio!

      Tra un brindisi e l'altro,
      i buoni propositi
      sono sempre i soliti,
      amore, fortuna, salute, denaro,
      è quello che speriamo,
      molte aspettative
      che ancora sogniamo, inseguiamo!

      Quest'anno si sta ormai perdendo,
      ma ha lasciato tracce di sé,
      le sue orme sono sul mio corpo,
      sul mio foglio, sui luoghi
      e sul mio cuore.
      Rosa Coddura
      Composta domenica 30 dicembre 2012
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        Scritta da: Rosa Coddura

        Un passo indietro

        Vado incontro alla mia meta,
        ma c'è qualcosa che mi rallenta,
        c'è sempre qualcuno che mi supera
        e la mia strada recupera.

        Sono un passo indietro,
        dietro ad altre persone,
        i miei passi sono sempre più pesanti,
        cerco di correre,
        ma sembra che la strada stessa
        si allontana da me,
        come un nastro trasportatore,
        come se si riavvolgesse,
        sempre nello stesso punto di partenza.

        Le persone accelerano il passo,
        io cerco di tenere il loro passo,
        la mia strada è in fondo un tapis roulant,
        un nastro trasportatore,
        nello sforzo di un allenamento continuo,
        io posso correre,
        ma resto nello stesso punto.

        Devo dominare la strada,
        perché ovunque io vada,
        lascerò il mio passo
        a qualcun'altro così
        che egli possa seguirmi
        e passare il testimone,
        perché altri possano
        afferrare quell'occasione,
        che sto ancora ricorrendo,
        almeno non mi sentirò sola,
        allora la mia corsa non sarà vana.

        Posso cadere, inciampare,
        posso farmi male,
        posso imbattermi in un bivio,
        posso cambiare traiettoria,
        cambierà questa storia,
        posso girare una curva,
        provare ha sperare che sia quella giusta,
        ma se mi sbaglierò, mi inventerò,
        mi scoprirò già viaggiatrice,
        e ancora correrò.

        Devo dominare la mia strada,
        perché comunque vada,
        sono viva, sarò viva,
        perché io ancora spero.

        Devo dimostrare quello che so fare,
        allora correrò più velocemente,
        almeno so che al traguardo posso arrivare.
        Rosa Coddura
        Composta giovedì 15 novembre 2012
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          Scritta da: Rosa Coddura

          Cambiamento

          Non ho certezze,
          ho solo tante insicurezze,
          non ho una partenza,
          né un punto d'arrivo,
          sono in un limbo
          di eventi di cui non mi fido.

          Smarrita e alla deriva,
          niente è più come prima,
          non voglio perdermi in un miraggio,
          anche se so che dovrò
          affrontare un lungo viaggio.

          Sono solo stanca di aspettare
          vorrei vedere adesso qualcosa arrivare
          perché ci sono sogni che
          non voglio vedere tramontare,
          idee che voglio continuare a coltivare.

          I sogni non sono solo frutto
          di una mente ambiziosa,
          ma anche di quelle
          che il mondo vuol cambiare,
          desiderosa di veder accendere tutto.

          E se sul viso una lacrima si posa,
          di non arrendermi e lottare sarò orgogliosa,
          anche se nel mio percosso
          cadrò in un fosso.

          Mille spine nella mano
          traballando sui carboni ardenti,
          anche se dovrò andare lontano,
          dovrò ancora stringere i denti.

          Le mie aspettative
          non si aggrappano alle rive,
          ma non vogliono naufragare,
          pretendono di cambiare,
          inseguire
          un orizzonte senza confine

          Le mie paure
          inibiscono la mia volontà,
          mi girano intorno ombre scure
          che frenano la mia felicità.

          Ho tanta rabbia addosso,
          perché so che a volte non posso,
          tenermi dentro tutti i miei vorrei
          e vivere tutti i sogni miei.

          Gridare, sfogarmi per farmi sentire,
          suscitare questa emozione,
          protestare ed agire,
          perché voglio uscire
          dal tunnel della confusione.

          Mentre tutto va avanti,
          non voglio andare controcorrente,
          aspettare e non fare niente,
          ma voglio afferrare le mie scelte,
          anche se i dubbi son tanti.

          Il mondo mi mette a dura prova,
          mi spinge giù per cadere,
          ma sono forte per combattere ora,
          devo solo continuare a credere.

          Lotto ogni giorno,
          inseguendo il mio sogno,
          spingendo i miei ostacoli per terra,
          perché voglio essere me stessa,
          rendermi più forte.

          Ogni giorno un pezzo
          della mia corazza si rinforza,
          ma lasciano schegge di sofferenze,
          perché ci sono ferite
          che non sono ancora guarite,
          arrivando a deludere me stessa,
          lasciando posto alla resa.

          Ogni giorno spero nel cambiamento,
          e di poter vivere
          inseguendo il suo vento.
          Rosa Coddura
          Composta martedì 13 novembre 2012
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            Scritta da: Rosa Coddura

            Ti ricordi quella volta che...?

            Ti ricordi quella volta
            in cui le tue mani si sporcavano di colla?
            Sapevano di fantasia e ingenuità infantile,
            quando un pallone ti faceva sentire un campione,
            quando dall'oratorio sentivi suonare il campanile,
            quando sognavi una vita migliore?

            Ti ricordi?
            La prima volta che sei salita su una bicicletta,
            la prima corsa su di essa,
            per correre fino al tramonto in tutta fretta?

            Quella volta che
            ci bastava un po' di fantasia,
            per creare un po' di magia,
            ma ora sembra essere andata via.

            Quando imparavi a memoria la prima poesia
            scatenavi i versi in fantasia,
            la recitavi e interpretavi?

            Quella volta quand'eri bambina
            e prendevi di nascosto i biscotti dalla cucina
            e per paura di un rimprovero,
            credevi di risolvere tutto con una bugia?

            Ti ricordi quella volta
            quando prendere un bel voto a scuola
            ti faceva sentire brava e contenta
            e l'amica del cuore meno sola?
            Quando la mamma ti diceva "Stai attenta",
            per non prendere una brutta strada
            per far sì che tu non ci vada?

            Quella volta l'uscita tardi da scuola
            e quando sembra che il tempo non vola?
            Ti ricordi? I mille progetti fra i tuoi disegni
            fogli ripiegati alla grafia giovanile.

            Ti ricordi?
            La passeggiata con i nonni,
            la passeggiata nei dintorni
            e si quei capricci non sempre soddisfatti

            Quella volta che
            ci accontentavamo di stare a guardare le stelle,
            per esprimere un desiderio
            e sperare che tutto ciò fosse vero?

            Ti ricordi?
            Quella volta del tuo film preferito in casetta
            della canzone che è sempre quella.

            Quella volta che per noi era la prima volta,
            l'imbarazzo di un bacio improvvisato,
            rubato ma appassionato,
            il primo amore senza ore,
            mi dicevi "Per tutta la vita"
            e non essere riuscita a trattenerti tra le dita.

            Ti ricordi? E fuori piove,
            per non uscire te ne stavi a casa a soffrire,
            per quell'amore che ti aveva spezzato il cuore.

            Quella volta che
            ci bastava mettere a tacere ogni dispiacere
            facendogli capire che la vita fosse un soffio breve
            perché non c'era il tempo per sentirsi tristi.

            Ti ricordi?
            Quella volta che c'era ancora il tempo per una canzone,
            e tu la cantavi per tutte le ore
            e quando in macchina pensavi e pensavi
            l'emozione di una canzone,
            che risveglia un ricordo
            che ti porta commozione.

            Ti ricordi di quei tanti ricordi
            di chi si ricorda
            che la vita stessa è stata tanto ingorda?
            È affamata del nostro tempo.
            Ti ricordi di quella volta dove tutto era più semplice?

            Quelle volte...
            Le uscite il sabato sera
            con le amiche e l'amore che si spera
            tra ubriacature e musica vera

            Ti ricordi quella volta che...?
            E avrei tante cose da dire,
            ma non posso e voglio
            scrivere la parola fine.

            A quando pensavi
            che se grandi si diventava
            niente e nessuno ci spaventava.
            Adesso è così davvero?

            Io ora ricordo molti momenti
            e tu sei ancora qui che l'aspetti
            quella volta adesso è dire "C'era una volta"
            perché purtroppo indietro non si ritorna.
            Rosa Coddura
            Composta mercoledì 17 ottobre 2012
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              Scritta da: Rosa Coddura

              Pioggia di fine estate

              L'aria rinfresca e il cielo si inebria,
              si riposa dall'arida stagione
              e questa pioggia è quel che ci vuole,
              essa è l'anteprima dell'autunno.

              Si dissolve al suolo. Dolce armonia!
              Ora abbevera l'assetata terra,
              oppressa a mesi di dura siccità,
              guardo, resto inerte per l'emozione.

              E mi ero scordata la sensazione,
              che mi accompagna per l'autunno,
              mentre al mio sguardo il tempo sta cambiando.

              Lentamente mi accorgo che la sera,
              s'appoggia con parsimonia al cielo,
              vive sottraendo ogni minuto al sole.

              L'estate si rassegna, il giorno piange,
              anche quest'anno si sta licenziando,
              odora di impegni da soddisfare,
              anche le campanelle odo squillare.

              E le vacanze sono già lontane,
              ora questa pioggia è quel che rimane.

              Si porta con sé tutto il godimento
              e si perde così ogni sentimento.
              L'estate ci saluta, "Arrivederci".
              Rosa Coddura
              Composta lunedì 17 settembre 2012
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                Scritta da: Rosa Coddura
                Non so se sapete, ma è bello svegliarsi
                la mattina, inizia un nuovo giorno,
                il sole che buca le fessure
                della tua finestra chiusa,
                che fa entrare uno spiraglio di luce,
                che ti fa alzare, vivere, ballare, cantare,
                che ti fa urlare al mondo "Sono pronta e
                nessuno ostacolo mi potrà fermare", eccomi.

                Poi arriva quel rumore, quel suono,
                quelle parole, quella canzone e l'emozione
                e tu non le fermi, sono lì dentro te,
                perché anche se sei triste, e la tua vita
                non è facile, la speranza non muore mai.
                La musica può aiutare,
                nel momento in cui sei giù, lei ti tira su,
                anche solo un attimo sei riuscita a stare bene,
                non importa se solo per un attimo,
                il tuo sorriso può esserci ancora e tu lo sai.

                La musica è così per me, essa mi permette di stare bene,
                cantare, esprimere quello che sento,
                svegliarsi la mattina con questa voce che vuol cantare,
                e io non so e non voglio fermarla
                In tutti i rumori, i suoni, parole,
                in tutti i modi, eccomi a cominciare il giorno
                dentro questo mondo.
                Rosa Coddura
                Composta venerdì 22 luglio 2011
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                  Scritta da: Rosa Coddura

                  Non sono uno scrittore (non è la solita poesia!)

                  Anche se non sono uno scrittore,
                  nulla mi vieta di giocare con le parole,
                  con le rime posso scherzare,
                  solo un po' lasciatemi sfogare,
                  scrivo i miei pensieri,
                  li esprimo volentieri.

                  Io umile consapevole umile persona,
                  oso sfidare carta penna o matita,
                  confrontarmi con tutto il mondo.

                  Esprimo: non è una colpa,
                  non è una vergogna,
                  non è essere il migliore
                  è aprire il proprio cuore.

                  Permetto di leggermi dentro
                  anche a sconosciuti,
                  e di immedesimarsi.

                  Scrivo perché le parole
                  hanno ancora valore,
                  scrivo per sentirmi meglio.

                  Sono la critica asfissiante
                  e arrogante di me stessa,
                  forse è insicurezza,
                  non è certo una certezza!

                  Ognuno scrive quello che sente,
                  quello che ha vissuto sulla propria pelle,
                  tutti esistiamo e proviamo emozioni,
                  di tutte le sfumature possibili
                  e non sopporto che per superbia
                  e palese voglia di superiorità
                  denigra i pensieri altrui!

                  Esprimere quello che si sente
                  a volte è puramente soggettivo,
                  non è facile cogliere il messaggio,
                  per capire il motivo,
                  chi parla, canta, scrive vuole soltanto
                  essere compreso.

                  Il pensiero che mi prende al momento,
                  lo conservo integro nel libro della vita,
                  oppure scritto ovunque per non smarrirlo!,
                  è l'aspirazione passeggera
                  che esige, vuole essere scritta,
                  altre ancora vogliono
                  essere rese note.

                  Probabilmente anzi sicuramente,
                  sono parole vane scritte per caso,
                  evase da un pensiero inascoltato,
                  probabilmente sono solo parole scritte
                  che sporcano il foglio inutilmente,
                  e certamente nessuno ha pazienza di leggerle.

                  Ma sono i miei pensieri,
                  e se scrivo non voglio trovare parole complicate,
                  percorrere un labirinto di parole rare,
                  incastrate tra loro,
                  posso esprimere semplicemente
                  anche lasciando un'intensa emozione,
                  libero e senza schemi privi di sentimenti.

                  Colpevole di aver trasgredito le regole?
                  Penso che scrivere sia lasciarsi andare,
                  forse nella mia poesia non ci sarà una rima,
                  versi non proprio endecasillabi, figure retoriche
                  quasi inesistenti, strofe messe alla rinfusa,
                  ma anche se non le metto in atto,
                  non significa che non sappia farne uso!

                  Oso scrivere liberamente
                  senza etichette,
                  di scrittrice o poetessa,
                  anche se sono parole stupide,
                  scritte ubriache,
                  in fondo il pensiero è libero
                  senza forzature e obblighi,
                  scrivo per diffondere un pensiero,
                  Perché ho qualcosa da dire.
                  Rosa Coddura
                  Composta mercoledì 26 settembre 2012
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                    Scritta da: Rosa Coddura

                    In un urlo

                    Vorrei evaporare la tristezza in un urlo,
                    accecarla con un pugno,
                    insordirla con un acuto,
                    mandarla via con uno starnuto.

                    Mi accontento di cantare, di liberare,
                    l'anima inquieta
                    che nessuna canzone mi vieta,
                    di assisterla quando la vita stona
                    e quando una nota ancora la consola,
                    tra la tempesta fulmina e tuona,
                    e la pioggia sempre più forte cola.

                    Una voce ancora si ode,
                    mentre la malinconia deride e gode,
                    ma quella voce è forte: resiste,
                    e con tenacia sempre insiste:
                    si vuole imporre,
                    impavida continua a farsi sentire,
                    la sicurezza vuole adesso esporre.
                    Ambiziosa! iIl mio coraggio vuol far uscire.

                    Questa voce ha un'abitazione,
                    è la voce del mio cuore.
                    Rosa Coddura
                    Composta lunedì 6 agosto 2012
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