Poesie di Jacqueline Miu

Scrittrice, nato lunedì 25 dicembre 1967 (USA - Stati Uniti d'America)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Milano ha smesso di respirare e pensa

Milano ha smesso di respirare e pensa.
Ha un amore oltre i confini della città, prigioniero,
e s'affolla di rondini spinte in acrobazie per sostituire le lettere
che ha smesso di spedire in assenza di francobolli.
Io sono uno dei suoi prigionieri.
Sono fidanzato col nuvolo grigio del parco Sempione
e ti fisso mia donna del sogno, in una vetrina,
dell'ultimo negozio antico nascosto,
dal viale alberato di tigli.

Ti mando una lettera da Milano, grida il foglio.
Mi sento un po' vagabondo a primavera,
quando il sereno strappa al sonno le coperte
dove l'immaginario ha raggiunto altri attimi felici.

Milano ha smesso di respirare e sogna.
Si toglie il fumo dalle tempie e beve cappuccini,
ed io cerco il fiore solitario nella piazza del Sforzesco
come mille altri sognatori prigionieri di un'abitudine.
Ho sposato le albe nebbiose
e i castelli che i turisti sognano per casa
ho sposato te che resti nei miei pensieri
e la porta bronzea del Duomo.
Jacqueline Miu
Composta sabato 4 maggio 2013
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    Foglie

    A volte noi scivoliamo
    sulle bande di matasse della vita
    e c'imbrigliano in mezzo ai nodi
    saturi delle corde umane strette al silenzio

    certi giorni ci ubriachiamo con niente
    pur di camminare senza inciampare sulla via
    dove molti prima di noi hanno perduto i sensi
    e qualcosa della verginità presa a partorire il primo

    di notte ci stringiamo come orsi in tane
    profonde cave della memoria dove resistere al freddo
    e alle sferzate di ogni occasione perduta
    inseguendo come dei disperati lontani sogni

    a volte noi raccogliamo dall'asfalto le foglie
    per farne i trofei di gloria mancati d'un perduto tempo
    che come un assassino si ritira
    in mezzo ai vivi per poi segnarne i giorni.
    Jacqueline Miu
    Composta mercoledì 17 marzo 2010
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      Resisto

      Non conosco i mari quanto le tempeste
      che ne alzano le onde
      e non conosco gli uomini
      quanto la loro sofferenza
      la stessa che mettono per far compiere i loro ideali.

      Non combatto ogni giorno.
      Io combatto sempre e per quei respiri
      cui a volte manca l'aria
      troppo pesante per fare volare il cuore.

      Non conoscono guerrieri
      che non hanno mai guardato avanti
      e nemmeno speranze
      che non vogliano diventare miracoli.

      Io sto in piedi,
      davanti al vento,
      davanti al mare,
      davanti agli uomini
      davanti a ogni prigione
      fosse di silenzio
      fosse di solitudine
      e vedo come un fuoco che mi prende
      nella mente e nel corpo
      così capisco il senso di ogni cosa
      la stessa per cui non cedo
      alle tempeste
      ai venti
      al mare.

      Io resisto
      e chi come me resiste,
      non guarda altre montagne
      se non quelle
      dei propri ideali.
      Jacqueline Miu
      Composta martedì 5 giugno 2012
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        Un altro giorno in Paradiso

        Quando cerchi una parete di riparo alla tempesta
        e la tua vita è in una vecchia trappola d'ombre
        tutte le stanze del mondo ti sembra nascondano mostri
        e l'aria ti stringe come un bicipite di vento infuocato
        t'aggrappi ai sogni come un bambino mutilato dalla paura
        nutrito solo dalle pastiglie dolci della mente
        sperando di sedare il vagito del silenzio
        che inevitabilmente cerca l'approdo oltre i confini
        nella città in cui ti rifugi manichini rubano sguardi
        danzatrici del ventre le fronde che ululano alla tua anima
        l'assassino del buio corre disperato come un cane
        col raggio d'un lampione malconcio
        ti toglierai la polvere dalla bocca
        con un sorso asciutto di vento impastato al mare
        dove potresti camminare volando
        se solo non avessi nel sangue le tracce profonde dei cieli
        nei giorni bui.
        Jacqueline Miu
        Composta venerdì 6 marzo 2009
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          Ferro legato al fuoco

          L'amore ha un granello di sabbia nell'occhio
          e ti guarda storto per tutta la vita
          abita e si consuma
          dentro un bozzolo protestante
          legato ai tuoi cromosomi come un ferro
          è legato al fuoco dei tizzoni ardenti.

          Ti radi,
          ti vesti
          e attendi un caffè in fila
          sulla sedicesima dicono sia il migliore,
          lo sorseggi
          concentrato sulla miseria del traffico
          congestionato dai sogni
          che ogni semaforo da buon nemico assorbe.
          Nella tua città hai i minuti contati.
          Lei si è travestita da primavera che esausto rincorri,
          e smetti di tremare verso la mezzanotte di ogni tuo inverno,
          educando i preliminari a Olimpiadi di obbedienza
          alla ragione.

          La notte tamburella sulle stelle
          che tu calpesti
          prima di salire verso una casa
          sedata sulle giunture del tempo
          che conta i secondi della tua vita
          con piccoli granelli di sabbia.
          Jacqueline Miu
          Composta domenica 1 dicembre 2013
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            Nella tentazione quasi umana della quercia

            Invecchiando
            comincerò la conta degli anni
            confessando all'ego cose più convenienti
            inseguendo donne lucertola
            virtù a sangue freddo
            e buone infermiere
            le piogge s'infileranno nella carne
            cercando di reggersi in piedi
            ma zoppicheranno con l'ennesima solitudine
            di chi usa l'età come stampella
            l'ora esatta
            gustata con l'amaro al mattino
            cercherà cubetti di zucchero nel caffellatte
            lo stomaco brontolerà come un megafono
            alla mente
            presa a divenire su uno straccio di carta
            immortale
            l'amore come una gitana ubriaca
            corteggerà il vuoto di memoria
            già preso dal remare in un senza dove della morte
            sopra corpi di fanciulle immaginarie
            una volta prese a stuprare le luci mattutine dei risvegli
            stringendo la zampa del lupo solitudine
            ascolterò l'inventario d'ogni osso
            coperto in maglie di lana
            guarderò i messaggi
            dall'autunno
            dall'amore
            salvandomi dai silenzi
            come da un mare nero sopra il costato
            sotto cui una donna chitarra si strofinerà le corde
            con le mani del cuore fatte di respiri
            invecchiando
            potrò mandare al diavolo
            tutti gli aguzzini della mente
            la superbia
            la vanità
            l'egoismo
            e mirerò solo al decoltè in foglie della quercia
            misurando il mio umano
            con le distanze tra i pianeti.
            Jacqueline Miu
            Composta lunedì 2 febbraio 2009
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              La porta del sole

              Nei giorni bui
              apro la porta al sole.
              Guardo il cielo sotto la trama del ragno
              e sfido il vento contro la mia faccia
              con lunghi respiri e forti battiti.

              Peso bene ogni vittoria
              e rido quando mi sento un perdente,
              consapevole degli innumerevoli limiti
              cui non s'inchina mai
              lo spirito.

              Ho un cuscino di speme
              contro le cadute
              contro i continui speronamenti
              del destino
              e uso gli ectoplasmi dei silenzi
              quando voglio raggiungere il cielo
              senza l'aiuto dell'ala.

              Nei giorni bui
              io accendo una stella.
              La seguo lungo le arterie dei sogni
              pur di non vedere
              la tela del ragno
              dalla parte dell'insetto perdente.

              Io comprendo meglio la libertà da una prigione,
              ascolto un uomo col cuore senza il peso di una parola
              e se smarrita la via
              io torno all'antro buio
              da dove la luce si vede
              e non per forza con gli occhi.
              Jacqueline Miu
              Composta lunedì 18 ottobre 2010
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                Un uomo semplice

                Sono un uomo seduto.
                Guardo con la coda dell’occhio l’inverno
                mentre lui osserva me.
                Ci piacciamo.
                Le nostre sono brevi conversazioni.
                Io sono un uomo seduto che parla alla morte
                usando i colori che gli sono rimasti in tasca.
                L’uomo seduto sbriciola pane agli angeli
                e li ubriaca con i suoi sogni,
                dopo ogni mezzanotte che ha smarrito l’orologio
                dentro lancette più grandi e quasi umane.
                Io sono un uomo seduto che fa circolare le favole
                per gli orizzonti
                e sono un uomo seduto che brinda con l’amore
                quando trova nella bottiglia un pieno di stima.
                Resto seduto per aspettare la mia tempesta.
                Perché mi domandano spesso gli angeli?
                Perché a furia di cadere
                ho imparato ad alzarmi
                anche quando le mie gambe sono di pietra
                e le mie mani un pezzo di granito.
                E come fai?
                Sebbene seduto, io mi alzo con l’anima
                fino a vedere gli alberi
                fino a parlare agli angeli
                degli uomini davanti alle tempeste
                e oltre i fari.
                Io sono un uomo seduto
                ma quando cammino
                mi alzo sul cuore
                e vado avanti coi respiri
                fino dove mi porteranno i sogni.
                Jacqueline Miu
                Composta lunedì 7 febbraio 2011
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                  Avventuriero

                  Dopo tante illusioni senza poter alzare più in alto gli occhi
                  hai sentito come un fuoco ed hai respirato
                  tu avventuriero immortale di ritorno a casa
                  che la preistoria ha impresso in una intima illusione

                  e quella ricerca senza il tuo sangue in fiamme
                  ti ha lasciato spossato
                  negoziatore ottimo con i diavoli
                  stanchi di caccia a umani senza stoffa

                  quella notte hai disossato il mondo
                  per calzare il femore dell'ultimo oceano
                  cui daresti il nome dell'amata
                  senza aver mai capito il tempo
                  ma solo a quale indirizzo andare
                  con il credo che gli ossi del tuo pianeta
                  non possano definitivamente salvarti dalle macerie in cui si nascondono
                  dopo aver bruciato le sillabe mai dette dal cuore
                  e i sogni
                  dell'ultimo immortale avventuriero
                  di una specie che in paradiso
                  s'è estinta.
                  Jacqueline Miu
                  Composta giovedì 11 agosto 2011
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                    L'uomo sottomarino

                    Ho un periscopio piantato nel corpo.
                    Un occhio che emerge dal mare dell'incertezza,
                    sopra la superficie di un mare di agonizzanti
                    stretti nei loro cappotti di bisbigli alle ombre.

                    Sono rimasto un segreto persino per me stesso,
                    una metafora per i giorni uggiosi dei bambini di scuola
                    che impacchetto quotidianamente in una scatola per perdenti
                    omologati per storie a lieto fine.

                    Sono un sottomarino adagiato sul fondale dell'esistenza,
                    ho un'autonomia precaria ma resisto
                    alle tragedie temporalesche sopra i vivi
                    che trasbordano dalle rive in corse - verso il niente.

                    Brandirò acque più leggere per i miei occhi,
                    così ti vedrò nonostante l'altezza
                    che dal mio fondale porta al tuo cuore,
                    "diceva il sottomarino mentre scandagliava il suo sogno".
                    Jacqueline Miu
                    Composta martedì 14 gennaio 2014
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