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Poesie di Giorgio De Luca

Nato giovedì 27 luglio 1950 a Chieti (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Giorgio De Luca

L'ultimo saluto

Un carro trainato da stanchi cavalli,
un tintinnio di campanelli,
il sordo rumore di zoccoli.

La Dama Nera,
una fredda scia di dolore.

Un bambino,
una smorfia che sembra un sorriso,
lo sguardo smarrito.

Il rintocco della campana,
il mesto addio,

l'ultimo saluto.
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    Scritta da: Giorgio De Luca

    Gli occhi

    Ti guardo.

    La tua espressione curiosa,
    indagatrice,
    mi passa ai raggi x.

    Avverto una sensazione strana,
    il freddo tocco della lastra
    mi bacia clandestina.

    La luce gialla di un neon s'accende,
    una mano agita la radiografia,
    la gira, la rigira...

    Due occhi sorridono
    cerchiati da un alone di mistero,
    sono i tuoi:

    non invecchieranno mai.
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      Scritta da: Giorgio De Luca

      Il treno delle dieci e ventisei (nell'oscuro mondo del pianeta droga)

      E ti rivedo lì,
      ferma al binario numero sei
      della vecchia stazione.

      Aspetti il treno delle dieci e ventisei
      in partenza per destinazione ignota
      sotto la fioca luce di un lampione.

      Crudele terra, il sapore nascondi
      del bocciolo ferito.

      È quasi mattina,
      aspetti il buio svanire...

      Accarezzi l'alba tra siepi di biancospino
      nel giardino profumato della vita.
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        Scritta da: Giorgio De Luca

        Rumori

        Rumori di treni deragliati
        nel ventre arroventato del metro.

        Rumori di topi intrappolati
        nei laidi sotterranei della Milano by night.

        Rumori di voci metalliche,
        di band organizzate in... effetti speciali!

        Rumori di guerrieri punk
        coi piercing sul naso,
        teste rapate con spranghe uncinate.

        Rumori di catene a piazza San Babila,
        di vetrine infrante, sirene impazzite.

        Rumori...

        rumori di morte!
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          Scritta da: Giorgio De Luca

          Autunni di silenzi (a New York)

          Arcobaleno nero
          sui grattacieli
          di New York.

          Uccelli d'acciaio
          sui fumosi camini
          della cinquantaseiesima strada.

          Luci spente nella mente,
          immagini confuse
          su schermo nero.

          Autunni di silenzi,
          tempeste di vento
          nei giorni senza voce.

          Ancora è lontano
          il ritorno della Primavera
          a New York.
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            Scritta da: Giorgio De Luca

            Canto di bimbo

            Voce di vento
            nel gelido inverno,
            concerto di violini nel mare di pietre.

            Soave melodia
            nel silenzio della solitudine,
            strisce di luce
            nell'Orizzonte coperto di nuvole.

            Sospiri di primavera
            nei recessi dell'anima,
            gioco di ombre
            nelle brulle colline del cuore.

            Canto di bimbo
            nella tiepida luce dell'alba,
            esile germoglio
            la feconda terra respira.
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              Scritta da: Giorgio De Luca

              I sogni ballano

              Croci nell'ombra,
              occhi di gatto nei roseti
              senza luce.

              Canzone di rondine cieca
              nel solstizio di primavera.

              Guardano lontano i bambini,
              verso il cielo, in silenzio.

              I sogni ballano...

              Si infrangono come onde
              nel mare d'inverno.
              Giorgio De Luca
              Composta martedì 23 marzo 2004
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                Scritta da: Giorgio De Luca

                Il ricordo di un amico

                Con la tua morte
                hai portato via
                parte della mia giovinezza.

                Tu,
                uomo forte e robusto,
                nulla hai potuto contro colui
                dagli occhi di ghiaccio
                col sapore di morte.

                Ti ricorderò
                per avermi insegnato a crescere
                senza paura
                dalle insidie della vita.

                Ciao Augusto,
                con i tuoi messaggi di speranza
                molte stelle brilleranno lassù
                nel tuo nuovo mondo.
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