Le migliori poesie di Edgar Allan Poe

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Scritta da: Silvana Stremiz

Solo

Fanciullo, io già non ero
come gli altri erano, né vedevo
come gli altri vedevano. Mai
derivai da una comune fonte
le mie passioni - né mai,
da quella stessa, i miei aspri affanni.
Né il tripudio al mio cuore
io ridestavo in accordo con altri.
Tutto quello che amai, io l'amai da solo.
Allora - in quell'età - nell'alba
d'una procellosa vita - fu derivato
da ogni più oscuro abisso di bene e male
il mistero che ancora m'avvince -
dai torrenti e dalle sorgenti -
dalla rossa roccia dei monti -
dal sole che d'intorno mi ruotava
nelle sue dorate tinte autunnali -
dal celeste baleno
che daccano mi guizzava -
dal tuono e dalla tempesta -
e dalla nuvola che forma assumeva
(mentre era azzurro tutto l'altro cielo)
d'un demone alla mia vista -.
Edgar Allan Poe
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    Scritta da: Valeria S

    Un sogno

    In visioni di notturna tenebra
    spesso ho sognato svanite gioie -
    mentre un sogno, da sveglio, di vita e di luce
    m'ha lasciato col cuore implacato.

    Ah, che cosa non è sogno in chiaro giorno
    per colui il cui sguardo si posa
    su quanto a lui è d'intorno con un raggio
    che, a ritroso, si volge al tempo che non è più?

    Quel sogno beato - quel sogno beato,
    mentre il mondo intero m'era avverso,
    m'ha rallegrato come un raggio cortese
    che sa guidare un animo scontroso.

    E benché quella luce in tempestose notti
    così tremolasse di lontano -
    che mai può aversi di più splendente e puro
    nella diurna stella del Vero?
    Edgar Allan Poe
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      Il giorno più felice
      Il giorno più felice - l'ora più felice
      questo mio inaridito cuore ha già conosciuto;
      ogni più alta speranza di trionfo e d'orgoglio
      sento ch'è fuggita via.

      Trionfo? Oh sì, così fantasticavo;
      ma da gran tempo svanirono ormai
      le visione di quel mio giovanile tempo -
      e sia pur così.

      E quanto a te, orgoglio, che dirti?
      Erediti pure un'altra fonte
      quel veleno che approntasti per me -
      Ora acquietati, o mio spirito.

      Il giorno più felice - l'ora più felice -
      che quest'occhi avrebbero visto - hanno già visto,
      il rifulgente sguardo di trionfo e d'orgoglio
      sento che è spento ormai.

      Ma mi fosse pur riofferta quella speranza
      di trionfo e d'orgoglio, e con la pena
      che allora avvertivo - quella fulgente ora
      io non vorrei riviverla:

      giacché oscure scorie erano su quelle ali
      e, al loro agitarsi, una maligna essenza
      ne pioveva - fatale per un'anima
      che già l'ha conosciuta.
      Edgar Allan Poe
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        Inno

        Al mattino, al meriggio, al fosco crepuscolo -
        tu hai udito il mio inno, Maria!
        In affanno e letizia - nel bene e nel male -
        tu, madre di Dio, ancora rimani con me!
        Quando più liete per me scorrevan le Ore,
        e non una nuvola oscurava il mio cielo,
        la tua grazia trepida guidava a te
        l'anima mia perché non si smarrisse;
        e ora che il Destino per me più addensa
        le sue tempeste e in me confonde presente
        e passato, fa' che almeno risplenda il futuro
        e per me irraggi dolce speranza di te!
        Edgar Allan Poe
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