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Falò di Ferragosto

In un soffio
siamo diventati grandi.
L'orologio
scandisce gli anni
delle nostre attese.
La clessidra
piange i suoi granelli
volati sui confini del vento.
È lì che si ferma la nostalgia,
la memoria di quei giorni rubati
al tempo dei colori insolenti
marchiati dall'inchiostro
della giovinezza
e di tutti quei falò bruciati
in nome della Vita.

Ti aspetto
nella Primavera
della mia Estate.
Dove Ferragosto
tarda ad arrivare.
Carmen Roberta Calabrò
Composta lunedì 15 agosto 2016
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    Mani

    Mani
    che si sfiorano
    dolcemente
    raccontano
    l'inizio
    di una poesia senza fine.

    Mani
    come musica
    che incanta
    due corpi innamorati
    respirarsi la pelle.

    Mani
    come fotografia perfetta
    che non conosce tempo.

    Nelle nostre mani
    è racchiuso il mondo
    che abbiamo scelto di vivere.

    Portiamoci ovunque
    fino al prossimo incontro.
    Carmen Roberta Calabrò
    Composta sabato 16 luglio 2016
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      Fuoriposto

      È stato vano il tentativo
      di farti ragionare sull'amore.
      Ma entrambi sappiamo
      e sentiamo.
      Ciascuno conosce
      i sogni buttati al rogo
      e la realtà che infiamma.
      Dovremmo trovare
      il coraggio
      di cambiare le cose.
      La forza
      di ascoltarci.
      E invece stiamo muti
      di fronte ai chilometri
      spezzàti e ricomposti.
      A parlare è la bellezza
      un tempo condivisa.
      Il mare dice e non dice,
      preferiva la tempesta,
      dichiara calma piatta.
      I luoghi sussurrano alienàti,
      sentono la mancanza
      dei nostri abbracci.
      Di noi che facevamo invidia
      anche a noi stessi.
      No, non è strana la vita!
      Sono strane le persone!
      Si amano e poi mistero.
      Si illudono di dimenticare
      slegano sentieri
      si riallacciano
      nei ricordi.
      Dormono
      mangiano
      vivono
      e fanno l'amore
      fuoriposto.
      Carmen Roberta Calabrò
      Composta lunedì 12 giugno 2017
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        Se mi guardassi adesso

        Se mi guardassi adesso
        vedresti molto più
        di quel che credevi che fossi.
        Saresti pronto a sforare
        il limite di un sentimento.
        Ed è questa la tua più grande paura,
        quella di guardarmi negli occhi.
        Sì, perché se mi guardassi adesso
        mi ameresti altrettanto di più.
        Vedresti la donna che sono diventata
        dopo i colpi di proiettile
        che mi hai sparato a chilometri di distanza
        e a un millimetro dal cuore,
        dopo i miei "devo farcela da sola"
        e ce l'ho fatta,
        dopo il tuo altalenare
        tra l'amore e la sua negazione
        tra te e il contrario di te
        tra l'andare e il tornare
        tra i vorrei ma non posso
        tra i silenzi
        i "mi manchi"
        e i "ti amo, ma non come prima".
        Sì, perché se mi guardassi adesso
        mi ameresti più di prima
        o forse come non mai.
        Adesso sono più forte.
        Ad ogni perdita è seguita una conquista.
        Ad ogni dolore la consapevolezza di chi sono.
        Sono io. Io sono.
        Bella.
        Grazie a me.
        E grazie anche a te.
        Bellissima.
        Come chi si guarda allo specchio
        per la prima volta
        dopo aver perso la vita un milione di volte
        e sorride ad occhi lucidi, dicendo:
        "questa sono io!".
        Carmen Roberta Calabrò
        Composta lunedì 15 maggio 2017
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          Insegnami a vivere ancora

          La curva del mio sorriso
          oramai si spezza
          persino quando rido
          come una matta.
          Nessuno sa cosa mi aspetta
          dietro il manto rosso da palcoscenico.
          Non so recitare,
          eppure ho vinto l'Oscar
          della perseveranza.
          Cerco vita anche per te.
          Ma non sono brava.
          Spesso mi muovo per inerzia.
          Talvolta mi stupisce la mia ironia.
          Afferro speranzosa il tuo cielo.
          E trovo la spinta ad andare avanti.
          Sei tu la mia forza,
          come quando litigavo
          disperatamente
          con i numeri.
          Ho sempre odiato le divisioni,
          ma con l'aiuto della tua pazienza
          mettevo da parte le lacrime
          e imparavo ad imparare.
          I miei calcoli son riusciti male.
          Forse, ti davo per scontata.

          Ti prego, siedimi accanto.
          Abbracciami.
          E insegnami
          come si fa
          a vivere
          senza una madre.
          Carmen Roberta Calabrò
          Composta domenica 14 maggio 2017
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            Manchi tu

            Manchi tu,
            e i miei giorni pesano
            su questa bilancia di vetro,
            anelano la leggerezza del cuore,
            musica ardente e soave,
            voli di farfalle nell'aria bruna.

            Manchi tu,
            e non ci sono echi
            che risuonino più del silenzio,
            note che accordino
            la giusta melodia,
            ma c'è ancora poesia.

            Manchi tu,
            e mi manco anch'io
            che vivo in un mare affaticato,
            dove la mia mente
            è una nave carica di ricordi
            e la mia anima
            una panchina vuota
            che fissa ancora l'orizzonte.
            Carmen Roberta Calabrò
            Composta giovedì 22 ottobre 2015
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