Seduta alla stazione del mio io, aspetto che arrivi tu... Guardo i treni transitare, aprire le porte verso me, invitarmi ad andare verso una meta sconosciuta, in un tempo senza tempo, fatto di occasione e non di sentimento, ma io aspetto te... E aspetto te, fragile nei miei pensieri, fasciata nei miei panni stretti, ingrassata da una vita vuota, aspetto te che sei il mio grande amore, l'unico pensiero che mi lega a questo mondo, te che sei l'unico bacio non dato, il solo corpo non stretto, il pensiero non vissuto, il tuo nome non gridato.
E aspetti la pioggia oppure che smetta, la tua anima piange ma non c'è fretta, il bivio è vicino lo senti nel cuore che dire? Che fare? Segui l'amore. Non ti è concesso di sbagliare o potresti morire, ma se non provi non saprai mai, se ieri è passato o domani sarai...
Che sono per te? Una poesia che non scriverai mai... Non ci saranno parole, né amore, né suoni di campane, ne giorni di festa, né penna che scriva, né voglia di vita, né inutili stagioni, né dolci emozioni, né canto del cuore, perché non c'è amore...
Abiti in una casa in affitto usi il mio sangue per nutrirti, la mia pelle è una lavagna dove disegni i tuoi sogni, le mie braccia per pulire, sistemare, il mio cervello per pensare.... e respiri dove respiro io, mangi dove mangio io, vivi dove vivo io, qui, nella mia anima.
E rimani nel respiro dentro me non sei anidride carbonica, perché? Vorrei espellerti per non pensare che ad ogni battito tu puoi ritornare. Leggo veloce le pagine del sonno mi sveglio e mi ritrovo con te intorno, perché mi segui come un'ombra se il vento ti ha sbattuto nella tomba? Hai lasciato un segno vuoto su di me hai cercato di scrivere, perché? Il mio foglio era bianco e lo è ancora lascio a te finire questa storia...
A ritroso nel tempo un gambero va, i pensieri corrono liberi in un prato di sogni, le stagioni si susseguono e tutto tace, il mare in tempesta non da luce. A ritroso nel tempo libero la mente, cerco lo spazio nel cuore, scarto l'amore, fa soffrire, folle sospiro di un giorno vissuto, mi faccio strada per cercare la mia, non trovo l'uscita, tengo stretto un solo momento, sono felice di non aver rimpianto...
Col fino spinato mi hai recintato cercavo la vita, ma la morte mi hai dato, ti osservo nel ricordo sporco di te nell'ultimo giorno che hai concesso a me, avvolto nel sole splendevi di luce, ma poche parole han tolto la voce, dell'anima hai riso ed è lì che hai inciso il tuo nome bastardo, sei solo un codardo, adesso che il filo mi stringe la vita tu ridi che hai vinto una sola partita, ma io che son dura non ho paura di te che del male hai fatto una cura, chiudo gli occhi e non sento dolore il filo spinato non arriva al mio cuore.
Il taglialegna non sa quanto un albero respiri, quanto sia aria la sua vita, taglia i rami, cadono le foglie sui manti di resina, la vita s'infrange come i tuoi pensieri da eremita. La pioggia inzuppa i tuoi disegni non c'è giorno in cui non ti disdegni e vedi scolorire piano, piano, la vita che avevi ancora in mano. La gomma non cancella ciò che hai scritto la matita si è spezzata e tu stai zitto, affogo i miei silenzi su un guanciale alterno una consonante ad una vocale per dire quanto amore provo ancora nulla di simile finora. "Tieni stretto a te amore mio il giorno del nostro forzato addio amando chi non c'è nel tuo domani mandando in frantumi gli aquiloni ormai lontani dal nostro sperato ieri..."
Il vento ha sbattuto contro la scogliera un gabbiano che volava felice, ferito e agonizzante pensa a lei e non ha più pace, tenta invano di riaprire le ali e tornare in volo, ma morirà su quella scogliera, ormai solo...
Una ferita sanguina fiumi di speranza, ricominciare a vivere, ma da dove? ... da un cumulo di indifferenza? Io non sono così, lo sapete...
Non mi toccare, lo penso, non lo dico, brutto bastardo che prendi ciò che nego, aliti in faccia uno sporco respiro non sei un uomo, sei solo un vampiro.
Succhi l'anima di una donna qualunque, non importa chi sia, conta che arrivi al dunque, le metti addosso il tuo corpo schifoso, prendi di lei il domani che ormai ha perso.
Ritmi lenti scandiscono le preghiere di te che senti senza vedere, meglio abbassare le tue difese così presto speri ti lasci in pace.
Una donna diventa un oggetto se non è guardata con rispetto, se in lei vedi solo lo sfogo di un istinto, sei un animale, credi di aver vinto.