Solo il silenzio parli

Sciacalli pavidi e codardi
sempre in fuga dal vero ultimo
sull'agorà si sono azzuffati
discutendo di vita e di morte
Come poco si vede chiaro
ciò che è nitido nel vago!
Tu da anni già non eri
oscurato era ogni splendore
cadavere di vitali tripudi
incosciente giacevi nella fossa
di sogni e speranze mai nati
eppur nulla ti mancava
perché tutto vi è nel nulla
sentii dire dall'ombra presente
di una presenza passata.
All'albero della vita sradicato
dal terreno della coscienza
cannula di linfa o innesto
non può dare frutti e foglie
a nulla più gli vale pioggia
sole o batter di luce sui rami.
Oh povero essere pur passato
sei per il mondo, di te vissuta
tra miliardi di viventi
ho conosciuto appena il nome
così ancor triste oggi da udire
se eco tristevole ritorna
dalla scia del tuo precoce sparire.
Angelo Michele Cozza
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    Lo navigante che isole costeggi

    O navigante che isole costeggi
    e cauta cerchi un approdo
    rigoglioso di primizie e gioie
    fuggi da lezioso agghindarsi
    di parole se menzogne sono al cuore.
    Sterile, sappi, è sempre
    il raccolto di lusinghe mendaci
    che come nebbia velano l'inganno:
    è solo nella fatica del divenire
    di giungere ed essere luce
    che non vi è mai spreco di sentire,
    solo nei getti di ardore in scoppio
    un rossore fiammeggia
    e sempre è specchio di passione!
    Se di vero sogni si indorano
    di nulla sbadiglia chi vive
    sulle chiome dell'anima
    affluisce linfa e rugiada
    luci fuggono dagli occhi!
    Risveglia le ali e segui la scia
    se amor sincero ti fomenta
    staccati dalla pretesa
    che ogni cosa che accada
    sia certa e governabile;
    una potenza di delizie esploda
    di pienezza intera ti penetri
    e poi se vuoi essere: sii!
    Non vuoi tu tornare a guardare
    la luna nelle celesti sere
    invaghirti di future essenze
    restare sotto lo scroscio
    di emozioni bagnare il volto?
    Non sai che la vedovanza
    di sole non riporta in vita
    i nostri morti e che di nero
    nessuna rosa si colora?
    Canta la tua vita finché puoi
    prima che la voce in enfasi
    sia sopraffatta dal silenzio:
    poi nessun vivente più t'ode!
    Angelo Michele Cozza
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      La Mia Fuggente Vita

      La mia fuggente vita
      è come questo cielo
      denso di nerocupe nubi
      accresciute da rivoli di fumo
      levatosi da illusioni;
      come lago nella foschia
      cintato vi appare talvolta
      un sorgivo pozzo di sole.
      Tra fiato e controfiato
      giorni e anni la elidono
      rigenerazioni interiori deluse
      fanno valigie e svaniscono
      senno e senso in vuoti gorghi
      lontano se ne vanno via
      dopo che un vento li scuote.
      La mia fuggente vita
      sta calando nel fosso:
      senza sguardi né domani:
      ecco già allenta le mani
      dalla stretta di speranza e amore.
      Al volante della sua penombra...
      di oltre morte discute
      con un Dio elusivo
      e aberrante che non conosce;
      costretta nel mio spazio di uomo
      altro increato largo cerca
      in un'orrenda assenza di luce.
      Fuori del tempo, forse, vi sarà
      un lucore senza ombre...
      Angelo Michele Cozza
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        Sorvola e perlustra pure

        Sorvola e perlustra pure
        le creste i mari e le voragini
        del paesaggio dell'anima mia,
        come un libro aperto
        tu legga il fondo dei miei occhi
        sconosciuti, un sorriso si erga
        poi dalle cime dei tuoi pensieri
        se una dolcezza aerea li ispira.
        Ricreduta e rinfrancata
        porta via l'appartato tuo cuore
        dall'orlo del burrone del dubbio
        su cui sospettosa quasi sosti
        quando indugi tra opposte congetture,
        la rosa di un petardo di magia
        con il suo bagliore muti
        il segreto ritmo del tuo petto
        e lo confermi l'accento gioioso
        di implose tue accoste parole.
        È nell'istante ripetibile
        che ti illumini che io sono:
        è in quel frangente la piena
        che inonda languida e fluente
        l'ubertosa piana della speranza
        arsa che vuol rifiorire.
        Tornami un caldo brivido
        di vita risorgente!
        In quel frangente, in me
        rincuorato, un canto si diffonda
        come suono soave di campane
        in un consacrato giorno di festa.
        Esploderà sai una primavera
        dopo l'inverno che vita nega
        aspetterò che al primo sole
        la tua lontana mano esitante
        forte e sicura si stringa alla mia:
        al primo appuntamento
        come una farfalla tra fiori
        alla mia corolla prossima
        acceso il tuo sguardo io senta
        in cerca del suo bersaglio
        di polline e di linfa.
        Angelo Michele Cozza
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