Santa Rita

Inspiravo le rose, tutt'attorno,
nel pianto dei ceri fiammule tremabonde:
stringevo sul cuore una rosa sanguigna,
di odore confuso.

Correva sulla litania la prece disgiunta,
mentre sulla terra s'ammucchiava la sera.

Un agostiniano, alzava gli occhi e l'aere incensava,
dall'alto la Santa guardava;
come sospesa mi lasciavo portare,
sospinta da gente lunare.

Ero accesa, fra liquide fiamme struttura di spina,
chiedevo una grazia divina.
Angelamanuela Tosi
Composta martedì 19 maggio 2015
Vota la poesia: Commenta

    Il grecale

    In certi pomeriggi d'aprile solevo andare,
    fra intagli di rocce scure e battute come il ferro,
    e fiori rupestri inaccessibili che mi sfidavano, mossi dal grecale.

    Voli lontani e viottoli dove perdersi per gioco,
    verso l'ignoto che il monte col suo respiro ingoiava.
    Camminavo e calciavo ciottoli un po' a destra, un po' a manca e, scavalcando sterpi di serpi,
    l'anima schiava, liberavo.

    Guardavo dall'alto una valle di radici sommerse.
    Angelamanuela Tosi
    Composta nel aprile 2000
    Vota la poesia: Commenta
      Questo sito contribuisce alla audience di