Le cose

Non combacia il puzzle, hai provato e lasciato
andare voglioso d'ogni cosa: dalla rosa
senza profumo che porta in sé una
bellezza nuova e al buio sfuma.
Alla pinta di birra scura che abbassa il tuo sguardo
preda della ragnatela; suggestionata
la tela si vela di fumo.

Compaiono così i tuoi amici e
tutte le cose che si fecero piccole
per essere, da te, dimenticate.
Angelamanuela Tosi
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    L'anno nuovo

    Il conto a ritroso il tuo viso mi sfiora,
    sobbalzano i secondi, s'annullano:
    il tempo spavaldo l'anno deflora.

    Un perlage salta nei capelli e fra
    le dita il calice collassa; calpesto
    ridendo la melagrana.

    La testa aleggia con lo spirito,
    il freddo esalta il respiro, che va e
    viene-va e viene, per capriolare nella fumana.

    La volta arde, sono sparite le stelle, la
    musica si fa pittura cangiante: un pane
    ha in serbo per noi una monetina augurale.
    Angelamanuela Tosi
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      L'antiquario

      Fra le sfere di bosso, un portone
      antico e ospitale, dischiuso al sole,
      sognante, che ha il potere di apparire alla
      gente, come una visione.

      Più o meno pensoso, tocca le vene
      d'un Trumeau, e c'è nel suo stile uno
      sprazzo d'aprile, per niente maldestro,
      ma con fare modesto, leggermente
      piegato, scema verso il bronzo d'un leone ruggente, dentro un cristallo raffermo, o su
      un cavallo imponente: lui, l'antiquario.

      Un quadro circonfuso par catturare il
      suo gesticolare con perizia, e quel
      batter prezioso sul comò, addentrato
      dal tarlo rabbioso.
      Angelamanuela Tosi
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