Scritta da: Brunason

Solchi profondi

La tua mano
ha tracciato
solchi profondi
nella mia anima.

Parole taciute,
gesti omessi,
stanchi sorrisi,
il cuore serrato.

Nel tuo andare
sei andato,
seminando noncurante,
pianto e tormento.

Ora non sei qui
a raccogliere i frutti
dei tuoi gesti leggeri.
Li colgo per te.
Ada Ferrante
Composta giovedì 15 dicembre 2005
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    Scritta da: Brunason

    Se fossi...

    Se fossi un albero,
    sarei un salice piangente.

    Flessibile ed etereo.
    Il salice cresce
    sempre più ondeggiante.
    Alto e slanciato.
    E così sottile
    da apparire inconsistente...

    Molto delicato.
    Oscillante dolcemente
    ad ogni alito di vento.
    Eppure...
    è resistente e tenace
    perfino nella tempesta.

    Non ho mai visto un salice abbattuto
    Nemmeno dopo una temporale.

    Al contrario,
    ho visti pini possenti,
    abbattuti, sradicati.
    Divelti e atterrati
    da forti venti.

    Alti e maestosi,
    si ergono fino al cielo.
    I rami mai sfrondati
    oltremisura si allungano
    e mutano l'antica condizione.
    Le piante ormai fragili appaiono.
    Trasformata è l'apparente solidità.

    Non io ho scelto
    se sottilissimo salice apparire
    o stabile quercia.
    Forse altro avrei scelto.
    Ada Ferrante
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      Scritta da: Brunason

      Il cuore

      Tengo il tuo cuore
      nella mia mano,
      delicata, attenta.

      Seguo i tuoi passi.
      Discreta, lontana,
      Cammino al tuo fianco.

      Teneramente ti accolgo.
      Libero ti rendo,
      a te sono unita.

      A te mi affido,
      appoggiandomi,
      e con amore ti sostengo.

      Ti rallegro e ti scuoto.
      Ti appassiono, sorridendo.
      Giocando, ti amo.
      Ada Ferrante
      Composta lunedì 11 gennaio 2010
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        Scritta da: Brunason

        Serena malinconia

        Fluisce il tempo,
        scandito
        dalla mesta consapevolezza
        che sarà
        un altro giorno.
        Un altro giorno
        senza te.

        Il sorriso forzato,
        patetico sforzo
        di mascherare la pena.
        Parvente allegria.

        E tu?
        Cammini dimentico
        o un ricordo talvolta
        t'assale?
        Vivi sereno
        o improvviso
        un morso
        ti sfiora il cuore?

        Io alzo le mani,
        non posso più stare
        sull'orlo
        a guardare.
        Il precipizio mi attira,
        il baratro mi chiama.
        L'amletico dubbio
        mi ferisce,
        in due mi separa.

        E allora, prego.
        Prego di tornare a godere
        del canto e del sole,
        del verde e del vento.

        Prego che questo ricordo cocente
        si trasformi
        in serena malinconia.
        Ada Ferrante
        Composta mercoledì 13 aprile 2005
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