Scritta da: Sonia Ragno
in Frasi di Film » Commedia
L'amore è come la luna, se non cresce, cala.
dal film "Il ciclone" di Leonardo Pieraccioni
L'amore è come la luna, se non cresce, cala.
- Adoro il fatto che tu abbia freddo quando fuori ci sono 25 gradi. Adoro il fatto che ci metti un'ora e mezzo per ordinare un panino. Adoro la piccola ruga che ti si forma sul naso quando mi guardi come se fossi matto. Adoro il fatto che dopo aver passato una giornata con te, possa ancora sentire il tuo profumo sui miei vestiti. E adoro il fatto che tu sia l'ultima persona con la quale voglio parlare prima di addormentarmi la notte. Non è che mi senta solo, e non c'entra il fatto che sia Capodanno. Sono venuto qui stasera perché quando ti rendi conto che vuoi passare il resto della tua vita con una persona, vuoi che il resto della tua vita inizi il prima possibile.
- Ecco... tanto sei il solito imbroglione! Mi dici queste cose... e poi mi spieghi come faccio ad odiarti io? ... E invece io ti odio... ti odio... ti odio.
Ho la sensazione di aver dimenticato a casa qualcosa di importante.
Quanto tu volere per bella bambina? Io comprare... tutte le tue dona.
Brindiamo a mariti che vi hanno conquistato e agli sfigati che vi hanno perso... e ai fortunati che devono ancora conoscervi.
Eros... eros come sogno... come desiderio... l'eros è la potenza primordiale che domina l'uomo.
Lo sento dire di continuo, vogliono cambiare il mondo e non sanno da dove cominciare.
Vuoi sapere come si fa figliolo? Con atti di reale, cortese affetto.
Com'è possibile che una cosa che dovrebbe farci sentire completi possa lasciare un tal senso di vuoto?
- Emily: Hai rovinato tutto. Allontani chiunque ti voglia bene...
Potrei morire in un istante... è tutto... così... fragile. Non te ne rendi conto?... Eravamo speciali.
- Naomi: Avevo paura!
- Emily: Hai sempre paura.
- Naomi: Emily!... Emily!
Avevo un buon rapporto, direi, con i miei genitori. Di rado mi picchiavano. Anzi, credo che mi picchiarono, in effetti, una unica volta, durante l'infanzia. Loro cominciarono a picchiarmi di santa ragione il 23 dicembre del 1942 e smisero, non ricordo l'ora, a primavera inoltrata del'44.