Scritto da: Angela Randisi
in Diario (Sfogatoio)
Quanto buonismo in una società di finte pecore.
Composto venerdì 21 dicembre 2018
Quanto buonismo in una società di finte pecore.
Quel che è tuo è tuo, quel che è mio è mio. Giù le mani dai i mie regali. Non si toccano.
Sto scappando da quelle persone che pensano che il loro monologo sia una conversazione.
Vorrei rincorrerti, sorridere ed abbracciarti tanto da finire per rotolarci a terra. E scoppiare a piangere, che le tue lacrime sono fottutamente mie.
Ma per davvero, invece era solo un sogno.
A volte non ce la faccio.
Col tempo ho imparato che bisogna essere un po' cattivi con chi non sa stare al proprio posto. Se non ci riesci tu, ti ci faccio stare io. Nessun problema.
Fingi, fingi pure, prima o poi la tua falsità crollerà facendo una figura meschina.
Ma peggio di così, mi dico. Infatti, ma peggio di così? Quando tutto poteva andare molto meglio.
Se consapevolmente susciti disprezzo nel cuor altrui, non reputarti sbagliato, ma inadeguato al loro livello mediocre, poiché nella loro invidia non assomiglieranno mai al tuo essere perfetto.
Sparlare alle spalle della gente sporca soltanto la tua insulsa vita.
Il tempo per gli altri lo trovo sempre mettendo da parte quello mio. Invece gli altri non hanno un briciolo di gratitudine, trovano mille scuse pur di non perdere il loro "tempo".