in Diario (Sfogatoio)
Ogni tanto fatelo un passo indietro che di umiltà non è mai morto nessuno, e non aspettate che vi venga un infarto per capire che avete un cuore.
Composto lunedì 6 maggio 2019
Ogni tanto fatelo un passo indietro che di umiltà non è mai morto nessuno, e non aspettate che vi venga un infarto per capire che avete un cuore.
Lasciate andare chi non ha voglia di restare. Capirete che di una presenza assente è meglio liberarsene, mai elemosinare nemmeno le attenzioni di chi lancia la pietra e poi nasconde la mano.
Che mondo stupendo è il nostro, come fa certa gente a viverlo in bianco e nero?
Le persone più sono arroganti e più meditano con attenzione la prossima occasione per dimostrare la loro presunzione.
Il problema non è tanto di chi si prende meriti che non gli appartengono, ma di chi gli dà credito, i sostenitori degli idioti sono pericolosi.
Non c'è bisogno di avere una laurea, per capire di cosa è capace di fare la gente, in particolare di quella ottusa e ignorante, la loro cattiveria da persone ignoranti fa' più danni di un uragano.
Tutti bravissimi a sembrare, a giudicare, a supporre, che si finisce ad essere tutti uguali, e più nessuno fedele a se stesso.
Se non sono il tuo credo, perché mi temi? Se la tua religione non è cristiana come posso io offenderti se sto lì in silenzio sulla mia croce? Perché in una scuola, in un ufficio si può tenere alle pareti uno stato in cui pochi credono ed io vengo tolto? Posso io impedire una preghiera libera a un Dio che non sia cristiano? Perché per rispetto di altre religioni io devo essere tolto dai luoghi pubblici e chi crede in me deve accettare il burqa, il ramadan? Perché non proviamo a rispettarci tutti liberamente e lasciare che ognuno preghi chi desidera e come desidera? Se un bimbo, una mamma, un ammalato... trova conforto nel volgermi un pensiero, tu che non mi credi che male posso farti? La libertà e il rispetto non è togliere il crocifisso dalle scuole o impedire a un musulmano di pregare allah, oppure non pregare affatto. Voi che vi sentite offesi! Ditemi, spiegatemi... io credo che ogni essere vivente è libero di credere o non credere, pregare oppure no. Lasciatemi tranquillo sulla croce, sono 2000 anni che non scendo, né che allah proferisce parola... lasciate che ognuno creda in ciò che vuole e non toccate il crocifisso dalle scuole.
Ringrazio il dolore. Mi ha colpita, addentata, piegata, pugnalata. L'ho maledetto, l'ho bestemmiato... mi ha accecato e l'ho frainteso ho inghiottito affannosi respiri, deglutito bocconi indigesti... ho dovuto confrontarmi con il giudizio e la cattiveria, fare i conti con l'ignoranza e la sapienza. Nel piegarmi le mie ginocchia hanno toccato la polvere e la pozza di lacrime. Ho rivoltato la mia quotidianità come un calzino. E poi il coraggio a messo le mani sui fianchi, ha scosso la polvere e con voce ferma mi ha detto: alzati ed esci fuori a guardare il cielo. Ed ora il dolore lo ricordo come un duro e saggio maestro. Il coraggio è il tremito che ti scuote per guardare in faccia la vita. Il primo passo è il rispetto di se stessi. E mai pensare che gli altri ti infliggono il dolore, nessuno può darti nulla se tu non lo permetti. Ed ora vivo serena, con la consapevolezza che tutto insegna, ma che il passato è una pagina chiusa e il presente un libro pieno di avventure che con entusiasmo ancora leggo.
Neanche nel migliore dei sogni avremmo immaginato di espugnare il fortino del San Paolo. Macché. Se va bene, pareggiamo. Azzardavamo a pensare, anche se i tifosi più audaci, altro che se non ci hanno pensato al colpo grosso, che vedi caso, è arrivato proprio con l'intervento propizio di Lucas Castro, argentino e devotissimo all'indimenticabile Diego Armando Maradona, che a Napoli ha scritto la storia. Una volta tanto, la storia l'ha scritta il Cagliari. Una piccola riga di storia, per riscattare le ingiustizie, che anche il mondo del calcio riserva. Rigori inventati. Fuori gioco dell'ultima ora. Var ancora tutti da interpretare. Invece, la notte del mercoledì al San Paolo ha avuto qualcosa di magico, che nessuno sperava o pensava, o forse non osavamo sognarlo con tutte le nostre forse. Perdere a Napoli non sarebbe stato così vergognoso come la sconfitta casalinga contro il Brescia, ma come sappiamo, nella vita, come nel calcio sono le cose incredibili che alla fine accadono.