Scritto da: Krzystof leb.
in Diario (Sentimenti)
Che poi, basta un ciao. E poi... se sorride è fatta.
Composto giovedì 13 settembre 2018
Che poi, basta un ciao. E poi... se sorride è fatta.
Non è la voglia di avere qualcuno a fianco, è la voglia di rivivere ogni volta le prime settimane, dove non sai se scriverle, dove sai che passerai per coglione, ma che ogni volta che vedi un suo messaggio su whatsapp il battito sale e vaffanculo, sei vivo!
Ogni volta cerchiamo qualcosa che ci manca.
Anzi non qualcosa, qualcuno.
E spesso lo cerchiamo per settimane o addirittura mesi e anni.
Succede qualche volta, no anzi, quasi sempre che a quel qualcuno non gliene frega niente di noi, oppure semplicemente non sa neanche che esistiamo.
Ma la cosa più bella, e può succedere, che quella persona non sa che stiamo cercando lei, perché se così fosse, magari, non saremmo lì ad ascoltare canzoni tristi mentre torniamo a casa dopo 8 ore di lavoro, non passeremmo ore a cercare il senso della vita da Paolo Fox.
Ma saremmo semplicemente lì con lei, a capire che non c'è altra ragione al mondo per essere felice, nonostante il resto, nonostante tutto.
Ho sempre dato tutto di me, ho regalato aiuto a chi lo ha chiesto, tempo a chi ne ha avuto bisogno, e indifferenza a chi ha giocato con i miei sentimenti.
Avrò poca testa, ma ho tanto cuore.
Non ci fu cosa o persona che le mie mani non strinsero forte. Ma quelle più preziose, le tenni strette al mio cuore.
Ho capito che sto impazzendo.
L'ho capito perché non mi accorgo quando e perché ti penso.
Ti penso e basta.
Ti penso non solo quando sono a letto senza far niente.
Ti penso sempre, ti penso anche quando ho milioni di cose da fare. Quando non ho nemmeno il tempo di accendermi una sigaretta.
Ti penso.
Non fumo. Ma immagino che sei li con me a fumarla.
Non immagini quanto odio farmi accendere la sigaretta.
Tu lo fai, e non ti ho mai detto di non farlo. Te lo lascio fare. E amo quando lo fai.
Ti penso quando mi sveglio,
e ti penso così forte che ho come la sensazione che tutta la notte sei stato li con me.
Come se fossimo stati con i respiri all'unisono e i piedi incrociati sotto quel velo di lenzuolo.
Ti penso. Punto.
E non m'importa se tu non lo fai.
Tanto a farlo ci sono io.
Ti penso, così ti vedo.
Ho accarezzato per ore la sua schiena.
Ogni suo angolo.
Le sue spalle nude.
Le sue braccia.
Ho accarezzato i suoi capelli, il collo.
Maledetto collo, così bello.
Dormiva.
Continuavo a non distogliere lo sguardo su di lui.
Continuavo ad accarezzarlo.
Gli ho preso la mano, si è bloccato alla mia, tra le mie dita.
Come se fossero dei lucchetti.
Si è svegliato, forse perché ho smesso di accarezzarlo.
Mi ha abbracciato.
Mi ha baciato.
E con quei occhi mi ha fatto un discorso assurdo, la testa mi rimbombava.
Nonostante il silenzio tombale.
Quanto amo parlare con lui.
Lui si, sa parlare con gli occhi.
Ed ecco un'altra estate finire per lasciare il passo ad una nuova stagione della nostra vita, con alle spalle gli attimi che hanno congelato il tempo, alla ricerca di un "posto" dove essere liberi, liberi di essere felici.
Se ami, diglielo
Se ti manca, diglielo
Se sei arrabbiato, diglielo e chiarisci
Se sei felice, diglielo e condividete la tua felicità
Se sei triste, diglielo e provate ad essere felici insieme
Se hai bisogno di un abbraccio, diglielo e non avere paura di abbracciare
Se hai un problema, diglielo: la condivisione lo renderà meno pesante
l'essere umano è davvero strano:
passa la vita a nutrire ed ascoltare il proprio orgoglio
passa la vita ad aspettare che l'altro faccia il primo passo
passa la vita a chiedersi perché non è felice
per poi finire a cercare di recuperare il tempo perduto quando ormai di tempo non ne resta più.