Scritto da: Lucia Griffo
in Diario (Esperienze)
Regala un gesto che soffia dentro.
Composto sabato 11 giugno 2016
Regala un gesto che soffia dentro.
Mi sveglio, apro gli occhi e guardo intorno a me, lo vedo. Un anno fa ero qui, esattamente dove sono adesso, il tempo ti lava la pelle e scivola a terra portandosi dietro di sé quei frammenti morti della tua anima che giacciono sulla superficie del tuo corpo oramai cicatrizzato, formando così quelle pozzanghere salate di ricordi dove ti vedi ma non ti riconosci, tanto che sei martoriato da quei tagli della vita, pozze piene di sale nel quale tu cammini e ti bagni i piedi stanchi di camminare sulla terra rocciosa, sentendo così quel dolore che ti fa sentire maledettamente vivo ogni secondo della tua esistenza. Ne siamo inumiditi da ogni dove come sotto un acquazzone tropicale che tutti i giorni si abbatte su di noi. Come si può dire che il tempo non esiste? Scorre inesorabilmente sopra di noi.
La mia somiglia ad una scelta, decidere che la speranza è l'unica ancora di salvezza. In realtà il mio è un percorso di vita, che anni fa indossai, come un vestito prezioso. E anziché chiedermi perché, Come e Quando, dico a me stessa, che tutto è possibile se ci credi davvero. Ed essendo giudice severo di me stessa, propongo alla mia anima un patteggiamento equo, una realtà che abbracci bene la vita, che doni ottimismo, che regali sogni. Questa realtà si chiama speranza, ed è l'unico faro che non si spegne mai.
Nel libro della vita raccolgo tutte le mie emozioni. Pagina dopo pagina incido l'estro di ciò che sono, una folle sognatrice che tra le righe dei suoi pensieri, spera, ama e loda la vita nonostante tutto.
Tra le righe di queste poesie ho provato a ritrovarmi. Ho richiamato pensieri e vecchie foto, cartoline di ieri e tramonti di domani. Un semplice tentativo di appartenenza a me stesso. Evocando memorie sempre troppo indaffarate a resistere, parlo di lacrime e sorrisi, pioggia e torride estati. Parlo di navi alla deriva, di continenti ancora da scoprire, di foglie che cadono.
Quando le parole mancano il linguaggio dei gesti può essere molto utile in ogni occasione.
Sarò strana, ottusa, testarda, ma l'unica cosa che so per certo di me è che una cosa non la faccio se non ci metto l'anima. Preferisco vivere tutto fino all'ultima goccia per poi star male fino a morire. Ma dopo quel dolore mi rialzerò sempre, grazie al ricordo di quelle forti emozioni vissute in attimi lunghi come vite intere.
Cerco di dare sempre una parola dolce a tutti anche quando ingoio veleno.
Ho imparato a prendere la vita con filosofia. Se sorridi e lasci scorrere... vedrai schiattare quelle male lingue invidiose. Non sarà il massimo e non potrai nemmeno dire "wow ora mi sento realizzata", ma sarà sicuramente una piccola soddisfazione che ti farà sorridere.
Molti mi giudicano, ma non sanno neanche il mio nome, altri mi credono troppo buono, ma esser buoni non è paragonabile all'esser fessi! Non sono un santo, di sicuro un ribelle fuori dagli schemi, un po' folle, ma il rispetto e i valori sono parte del mio bagaglio. A volte piango, ma le mie lacrime non sono mai di circostanza, hanno un vissuto. La vita è un viaggio con un biglietto di sola andata, non puoi decidere cosa vivrai, ma puoi scegliere come viverlo. L'ipocrisia, la superbia, la cattiveria non mi appartengono. Credo che ognuno di noi un giorno sarà giudicato in base al comportamento, alle proprie azioni, che avranno delineato il percorso della propria vita.