Scritto da: Rosanna Russo
in Diario (Esperienze)
Un chiostro di silenzio in quiete di penombra e chiaroscuri di profondità accompagna passi di pensieri tra levigati frammenti di un oggi.
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Un chiostro di silenzio in quiete di penombra e chiaroscuri di profondità accompagna passi di pensieri tra levigati frammenti di un oggi.
Sono la ragione di tutte quelle spiegazioni a cui non sapevi dare un senso.
Tutti abbiamo un percorso prestabilito o almeno così dicono. Beh... io non ci sto! Il mio percorso lo stabilisco io. Che possa un destino veramente guidare i miei passi? No, non voglio crederci. Troppo facile dirsi che era così che doveva andare. Voglio credere e pensare che sono io a decidere la mia vita e il mio destino. Io voglio assumermi la responsabilità di quello che metto in movimento con i miei passi e raccoglierne frutti, gratifiche ed eventuali castighi.
Credo che nella vita bisogna essere un po' come "l'uomo del rinascimento": avere la capacità di spaziare tra varie discipline evitando una specializzazione eccessiva che circoscriva la capacità di comprensione sistemica.
Uno dei sistemi per sminuire chi dice il vero è quello di deriderlo, screditarlo, facendo sembrare che quelle parole siano il parto di un pazzo e mettendone quindi in dubbio le sue facoltà critiche, o peggio, inducendo l'opinione pubblica a pensare che siano elaborazioni intellettuali che lasciano il tempo che trovano e avulse dalla realtà, quella realtà al di fuori della quale non si può andare, combattere o tanto meno cambiare. L'opera magistrale di chi vuole mantenere in vita questo sistema è far credere che dipenda esclusivamente dall'individuo liberarsene, prosciugandone contemporaneamente ogni risorsa perché ne possa uscire.
Ci si preoccupa di più nel pensare al futuro, ai rimpianti/ricordi del passato che nel vivere e creare un qualcosa nel presente. Credo che il futuro si basato sul presente e il passato sia basato sulle esperienze che aiutano a vivere il presente.
Vivo con l'angosciante sensazione che un giorno sarò più deluso per le cose che non ho fatto che per quelle che sono riuscito a fare. Ci vuole coraggio per buttarsi e a volte anche per darsi un freno, ma sono arrivato a pensare che la vita sia fatta per i coraggiosi, per coloro che intraprendono un cammino nuovo noncuranti di ciò che hanno da perdere ma piuttosto convinti che ad agire ci sia sempre da guadagnare.
In fondo, dentro un suono ripetitivo si nasconde la nostra compulsione a ripetere, vivere un'esperienza di vita e riviverla, con il suono ripetuto ci sentiamo in una condizione quasi innata di sicurezza che ci coinvolge.
Ho capito che possiamo essere divisi in due enormi squadre: la squadra più immensa è composta da chi crede di conoscersi, ma in realtà omette giornalmente la parte più vera di sé.
Lo squadrone infinito è composto da chi preferisce non conoscersi e da chi sceglie di tenere sotterrate le paure più profonde, è composto da chi ogni giorno porta con sé la speranza di non far accadere mai nulla di troppo sconvolgente che possa distruggere quel terreno senza fondamenta che faticosamente si è cercato di costruire su paure non risolte.
Lo squadrone è composto da chi si limita a sopravvivere portando per mano solo la lontanissima illusione di conoscenza di sé.
Lo squadrone è composto da chi ha poco coraggio per scavarsi dentro.
La seconda squadra, invece, è composta da rarissimi uomini reali, puri, che conoscono la loro anima e quindi senza maschera.
Uomini liberi, senza limiti o condizionamenti, uomini non più interessati a conoscere, ma a conoscersi.
Anime leggere che si sono scoperte e proprio perché hanno avuto il coraggio di urlare al mondo chi sono non temono giudizi, non giudicano e nemmeno provano vergogna.
A volte il mondo ti crolla addosso e diventi maceria. Solo la volontà di sopravvivenza fa smuovere i sassi.