C'è una soluzione a tutto, anche gli enigmi più complessi si possono risolvere.
Composto venerdì 29 marzo 2019
C'è una soluzione a tutto, anche gli enigmi più complessi si possono risolvere.
Senza volontà daremo posto all'inerzia e chi vuole cambiare rotta deve risollevarsi nell'animo e liberarsi dal pantano dell'insicurezza.
Fa' bene all'anima un po' di solitudine, soprattutto quando siamo stanchi di riempire i vuoti esistenziali degli altri.
I castelli di carta durano poco, e i tuoi durano finché trattengo il respiro.
Abbiamo bisogno d'amare, di ridere, di giocare, di vivere con grande leggerezza, senza dare importanza a ciò che non conta o non è più.
Ci sono sorprese, disappunti trafiggono l'anima, altri inattesi sconcertano fino a stupire, emozionare, gioire.
Forse qualcosa c'è che può curare tutto. Il silenzio. Si sta in silenzio quando si sta così bene che le parole sarebbero superflue, e si sta in silenzio quando si sta così male che non c'è più niente da dire.
Se guardassimo solo alle delusioni della vita non riusciremmo più a vedere cosa c'è oltre... Chiusi dentro ad un'altra sconfitta, ad un - no -, all'ennesima porta in faccia. Rimuginando su un torto, un dispiacere, una parola di troppo, o una promessa mancata... tutto questo non va bene, non fa bene. In primo luogo non fa bene a noi. Allora bisogna uscire dal guscio, mi viene in mente la canzone di Arisa... - Se non ci penso più, mi sento bene. - Imparare a lasciare andare, sentire di nuovo il sole sulla pelle, accarezzare con lo sguardo le gemme che si apriranno in foglie nuove... e contare, non fino a 10, ma fino all'infinito prima di reagire, che non vuol dire dimenticare... ma lasciare che la rabbia perda potenza, in modo da poter tornare ad essere razionali.
Tra tutte le arti, quella di arrangiarsi resterà sempre la più nobile.
Se pensi alla vita come fosse un fiume allora capirai perché ogni cosa deve seguire il suo corso, dalla sorgente fino alla foce. Dove infine si libera.