Scritto da: Jean-Paul Malfatti
in Diario (Esperienze)
Fare il ribelle non vuol dire essere un ribelle. Esserlo richiede una mente rivoluzionaria e priva di rimpianti e sensi di colpa.
Composto domenica 14 luglio 2019
Fare il ribelle non vuol dire essere un ribelle. Esserlo richiede una mente rivoluzionaria e priva di rimpianti e sensi di colpa.
Se non sei in grado di fermare i venti non scatenarli.
Ci vuole tanto impegno per credersi qualcuno, e ci vuole troppo impegno per credersi nessuno, ma ci vuole il doppio della fatica per riuscire ad impegnarsi ad essere qualcosa, e se non ci si impegna a far fatica, che persone resteremo o diverremo?
Ci siamo allontanati portando un ricordo in comune. Ora siamo due persone diverse, e ognuno porta con sé una piccola parte dell'altro. E le porteremo ogni giorno della nostra vita, perché la memoria dura, perché dimenticare non si può. Ci avremo nel cuore, per sempre, anche se è rotto, anche se servirà solo a ricordare. In fondo, il peggio di quando qualcosa finisce è rendersi conto che non c'è mai stato niente, ma per fortuna per noi non è stato così.
Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei? No, dimmi chi sei e poi vai con chi vuoi.
Ti guardi intorno e vedi tante ombre spente, pronte ad invadere la tua luce interiore con il loro sconforto e ti rendi conto che queste ombre stanno li solo per vederti soffrire, restando in disparte fin quando non cadi. Non capiscono, però, che una persona dotata di luce propria ha la capacità di irradiare chiunque voglia ostacolarlo nel suo cammino.
I veri strumenti nella vita di cui hai bisogno sono i sogni, le scelte che ti accompagnano, la costanza che ci metti nel crederci, imparare nuove esperienze, indipendentemente da quello che fai sono la strada giusta per un lungo percorso.
Dovremmo imparare a mostrarci per ciò che siamo invece di asciugarci le lacrime e far finta di niente. Una cosa che ho imparato è che si può camminare a testa alta anche con gli occhi lucidi.
Bisogna amalgamarsi in un contesto omogeneo se pur di diverse vedute per riuscire a trovare un punto d'incontro comune, se pur nell'animo abbiamo i nostri miti che hanno segnato il nostro stile di vita in continua lievitazione. Nella vita sii lievito buono, se non vuoi che tutto il lavoro di molti vada perduto, o che le persone si guastino.
Chi sono i tuoi miti? I miti sono le storie che iniziano si perdono, si rincontrano dopo lunghi anni di presenza assenza e si ritrovano cambiati, ovvero più maturi se il lievito buono ha fatto il suo lavoro. Il merito e di chi è riuscito ha riporre fiducia nel lievito buono che è riuscito a fare bene il suo lavoro. Fai sii che tuo lievito sia un amore puro e disinteressato che stimoli in te crescita di interesse, fai del tuo interesse un bene da condividere e non un tuo progetto esclusivamente personale, ovvero condividi la ricchezza interiore che è in te senza volerla possedere, trasmetti amore in ciò che fai, sii tu quell'invisibile sostegno a favore di chi ne ha più bisogno, incondizionatamente da chi esso sia.
Ama il mondo per come lo vedi in tutte le sue forme e fai sii che il male non possa dominare il tuo spirito libero. Ma non dimenticare mai di essere umile, onesto, sincero, con gli altri e con te stesso e cerca di non sentirti troppo in colpa per gli sbagli passati, cerca di arricchire il tuo sapere leggendo, perdona e sappi perdonare che è fondamentale nelle giuste cause, e se ritieni che una cosa sia ingiusta ignorala e non farne un peso personale, accetta quel che ti viene donato, credi nella giusta misura della tua causa senza condannare nessuno.
Quel sasso... molti ci saranno inciampati, alcuni ci hanno fatto la guerra, alti ti ci hanno lapidato ma non è colpa sua, è un dono del creato. C'è chi ci costruisce casa c'è chi ci fa una torre o una prigione, c'è chi lo metterebbe fuori dal portone, il sasso non è vivo e non ha la fantasia ma per chi lo ha immaginato non è neanche colpa sua.