Scritto da: Michele Acanfora
in Diario (Esperienze)
La tranquillità, il bene della famiglia, lo stare in pace con sé stessi e con gli altri; il vivere nella semplicità: questo è ciò che conta veramente.
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La tranquillità, il bene della famiglia, lo stare in pace con sé stessi e con gli altri; il vivere nella semplicità: questo è ciò che conta veramente.
Non permettere a ciò che ti circonda di farti perdere la tua pace interiore.
Puoi avere qualsiasi ricchezza, qualsiasi agio, qualsiasi potere, ma se non hai la tranquillità nella tua vita, nella tua anima e nella tua famiglia, non hai proprio nulla.
Dialogo tra nonno e nipote
Nonno: secondo te perché gli americani vanno a fare guerre in giro per il mondo?
Nipote: non lo so, ci saranno interessi, soldi, petrolio.
Nonno: non è per quello, o meglio anche per quello, ma non è tutto.
Nipote: per dimostrare al mondo che sono i più forti, vogliono essere imitati, vogliono che il loro pensiero e stile di vita prevalga. Il sogno americano.
Nonno: il sogno americano è di chi non ha mai visto l'America non di chi l'America gli arriva in casa.
Nipote: lo fanno perché non ne possono fare a meno.
Nonno: non è vero, quella fatica se la potrebbero risparmiare. Potrebbero stare tranquilli a casa loro.
Nipote: e allora perché lo fanno?
Nonno: è molto semplice. Per il potere. Per un potere connaturato nell'essere umano, che risiede nell'innata diversità tra conquistati e conquistatori. Il raggiungimento futuro di un'uguaglianza piena passerà dalla comprensione di questa realtà naturale e indissolubile, il disordine che precede, predice e presiede l'armonia.
Illuminarsi è più difficile che abbattersi, richiede un livello di sintesi, di compassione, di rispetto per l'altro, e al contempo moderata esaltazione, centratura, bilanciamento tra utopia e ideali, tra riflessione e azione.
L'illuminazione è un processo che non ha eguali e per natura deve fare a meno di favori o complicità, è il visionario considerato folle che si immola per una causa collettiva considerata impossibile perché bella o troppo perfetta.
Dona te stessa a chi oltre a toccarti il corpo, prova a toccarti la mente.
Le sue mani che delicatamente si posano sulle corde che la tua mente ha: quella sulla vita, quella sulle esperienze, quella sull'amore.
Prova delicatamente a sentirne il suono di ognuna, ma senza calcare troppo, altrimenti rischia di rompersi e fratturarsi per sempre. E alle volte, rotta una corda, aggiustarla, non è mica semplice, anche se ci si prova sempre. Potrà andare bene, o forse no.
Deve averne cura come se ne fosse di sua proprietà, ma senza fossilizzarsi troppo su di te. Ricordati, che deve lasciarti il giusto spazio.
Per anni ho lasciato che altri denigrassero il mio corpo. Ho dato loro la soddisfazione di vedermi stare male e desiderarmi diversa da ciò che realmente sono. Ora guardatemi, grazie alle vostre critiche sul mio aspetto fisico, sono diventata sicura di me stessa e del mio corpo straordinariamente pieno di ogni cosa. Ho molte curve, è vero, e in ogni caso mi vanno bene una ad una. E non le cambierei per nessuna ragione al mondo, perché ognuna di esse mi ha insegnato qualcosa. E poi si sa, che la strada più rischiosa è quella tutta curve. Ed io sceglierò di proseguire verso quella via, assolutamente pericolosa, ma piena di adrenalina e felicità.
È il perseverante orrore di ogni stupida guerra che mi porta a pensare a quanta poca intelligenza ci sia nella razza umana.
Il tempo passa e ad oggi non ho raccolto neanche un fiore.
L'Altro funge da specchio e ci rimanda ad aspetti di noi stessi di cui spesso non siamo del tutto consapevoli. Vivere isolandosi da tutti è come vivere in una casa senza specchi: non potremo mai sapere veramente che faccia abbiamo.