Scritta da: Andrea Manfrè
Una volta di più mi fu insegnato che la logica uccide la vita. E non contiene nulla in se stessa.
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Una volta di più mi fu insegnato che la logica uccide la vita. E non contiene nulla in se stessa.
Non ti fidare troppo d'un lume incerto di lucerna: la notte e il vino nuociono al giudizio della vera bellezza. Sfuma nella notte ogni difetto. Chiedi alla luce se una gemma è pura, al giorno chiedi se una donna vale.
Credo per comprendere e comprendo per credere.
Ogni dolore è facile a disprezzare; quello che comporta sofferenza intensa dura poco tempo, e quello che perdura molto tempo nella carne comporta sofferenza temperata.
Si arriva vergini a tutti gli avvenimenti della vita. Ho paura di non sapere come fare col mio dolore.
Non amare più: questo è l'inferno.
È necessario comparare la vita ad uno slancio, perché nessun'altra immagine, tratta dal mondo fisico, vale a esprimerne con altrettanta approssimazione l'essenza. Tale è la mia vita interiore e tale è pure la vita in generale. Se, nel suo contatto con la materia, la vita è paragonabile a un impulso o a uno slancio, considerata in se stessa, essa è un'immensità di virtualità, un compenetrarsi reciproco di migliaia di tendenze: le quali, tuttavia, saranno "migliaia" solo quando verranno rese esteriori le une alle altre, ossia spazializzate. Allo stesso modo, di un sentimento poetico esprimentesi in strofe, in versi, in parole distinte, si può dire che esso conteneva in sé tale molteplicità di elementi particolari, e che tuttavia, chi l'ha prodotto è stata la materialità del linguaggio. Ma attraverso le parole, i versi, le strofe, circola l'ispirazione indivisibile che costituisce l'unità del poema.
Dallo stesso tempo derivano le origini del sommo bene ed il godimento di esso.
Il piacere è un canto di libertà, ma non è la libertà. È la fioritura dei vostri desideri, ma non è il loro frutto.
Dunque si diventa ciò che si è.