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Scritta da: Marilena Aiello
Quando la vita scorre serena per un po' di tempo, ci rilassiamo, pensiamo che nulla possa turbarci e il dolore degli altri che scorgiamo da lontano ci arriva flebile, diluito, non ci sfiora nemmeno, non ci distrae dalle nostre futili attività.
È allora che accade qualcosa che ci scuote, ci sconvolge, annienta ogni sicurezza e fa breccia nel cuore assopito per risvegliare la compassione, per ricordarci che la serenità è un premio e non una garanzia, che la pace è una conquista, che l'amore è un dono di Dio e non un sentimento dovuto.
È allora che la vita ci mette alla prova per capire se sappiamo riconoscere la nostra umanità, accettarla e viverla o se, al contrario, ci ribelliamo ad essa negandola ed annegandola in un vortice di rabbia e rancore, addirittura di odio.
E, se viviamo l'umanità, è allora che crollano i castelli di vanità e polvere e risorgono i cuori, più rossi e brillanti che mai, purificati dal dolore vissuto, pronti a proiettarci ancora, e di nuovo, verso quel mondo vero e vivo che avevamo voluto dimenticare.
Marilena Aiello
Composta martedì 3 aprile 2012
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    Scritta da: Marilena Aiello
    Che senso ha sopportare un dolore evitabile?
    Nessun senso, è la risposta ovvia.
    Ma a volte quel dolore, così ben miscelato alla speranza che lo stesso si trasformi in sogno o benessere, scava una nicchia nel cuore, un nido nei pensieri, si cuce alla vita, si ricama sulla pelle, si tatua sull'espressione e diventa parte di noi, si sveglia al mattino con noi.
    Poi a sera finge di assopirsi con noi, ma si agita tutta la notte nei sogni e nelle mani vuote, lasciando giorno dopo giorno un sapore che ci rende distratti e intristisce gli occhi che guardano sempre più lontano.
    Ma sradicare questo dolore non si può, sarebbe come strappare il cuore a metà, con un rumore secco di pagina antica, croccante, polverosa e fragile.
    Se fossi, tu, un disegno a matita, io ti giuro ti cancellerei. Lentamente e delicatamente, ma ti cancellerei.
    Soffierei poi sul foglio di questa vita consegnandoti al primo alito di vento e il ricordo del dolore si perderebbe con te.
    Marilena Aiello
    Composta venerdì 30 marzo 2012
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      Scritta da: Marilena Aiello
      Non vivete cercando un'etichetta per ogni cosa, per ogni relazione o rapporto o contesto. Vivete accogliendo i sentimenti, respirandoli, irradiandoli. Vivete ogni singolo respiro, senza pensare ai respiri di domani, altrimenti resterete col fiato sospeso sempre. Vivete senza paura.
      Parlate con gli occhi il linguaggio del cuore, solo così ci si può capire oltre ogni limite, oltre ogni pensiero, oltre tutte le ansie e i timori, al di fuori dei contenitori nei quali ci chiudiamo apponendo etichette vincolanti. Vivete!
      Marilena Aiello
      Composta mercoledì 15 febbraio 2012
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        Scritta da: Marilena Aiello
        I miei pensieri restano legati a te, le parole sono ferme nella mia gola, le mie emozioni sono sospese come in un fermo immagine dal giorno che sai, per il motivo che sai solo tu. Fallo sapere anche a me. Liberami da questa paura, dal vuoto senso di colpa, lasciami andare, sciogli questo nodo.
        Marilena Aiello
        Composta sabato 8 ottobre 2011
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          Scritta da: Marilena Aiello
          Cosa c'è di più intimo di un sogno infranto?
          Una colpa inconfessata, uno sguardo d'invidia il cui ricordo ci infiamma di vergogna, un gesto sgarbato che non avremmo voluto compiere, quelle parole pesanti che annegano il cuore.
          Queste sono le cose intime, non certo i banali segreti maldestramente celati, né tantomeno le nostre nudità così ben esposte sulle spiagge, e nemmeno le indiscrezioni su infatuazioni e abitudini sessuali.
          No, le cose intime sono così personali e riservate da non farle sapere neanche al cuore, nascondendogli allo specchio gli occhi velati di pianto o un ghigno poco umano.
          Quelle cose che generano i peggiori rancori e i più amari rimpianti, che uccidono l'innocenza e promettono vendetta.
          Sono queste le cose intime che non diremmo mai a nessuno, neanche al nostro animo lacerato, neanche ad uno sconosciuto mascherato, che forse saprà delle nostre paure da poveri mortali consapevoli, si accorgerà della nostra voglia di afferrare qualcosa prima di scivolare via giù nel burrone del nulla, e forse sarà anche ignaro custode di un'emozione felice, ma mai arriverà a sondare l'abisso silenzioso della nostra intimità.
          Marilena Aiello
          Composta lunedì 9 gennaio 2012
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