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Le migliori frasi di Alessandro D'Avenia

Scrittore, insegnante e sceneggiatore, nato lunedì 2 maggio 1977 a Palermo (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Racconti.

Scritta da: Ginevra Cantoni
Gioia e dolore vengono da quella stanza e sono la chiave per entrarci. Gioia e dolore piangono le stesse lacrime, sono la madreperla della vita, e quel che conta nella vita è mantenere intatto quel pezzetto di cuore, così difficile da raggiungere, così difficile da ascoltare, così difficile da donare, perché lì tutto è vero.
Alessandro D'Avenia
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    Scritta da: Catia Ciullo
    Il mio sogno si sta sgretolando come un castello di sabbia quando sale la marea e lo riduce a maree alte solo pochi centimetri. Il mio sogno è diventato bianco, perché Beatrice ha un tumore. Il Sognatore dice che devo porre le domande giuste per scoprire il mio sogno. Allora proviamo con questa cazzo di leucemia. Che cazzo ci stai a fare tu tra la mia vita e quella di Beatrice? Perché avveleni il sangue di una vita così piena che sta cominciando appena? Non c'è risposta a questa domanda. E così e basta. E se è così, sognare non serve. O almeno: meglio non farlo, perché fa più male. Meglio avere i sogni alla Niko, quelli sicuri, quelli che ti compri. Mi vado a comprare le scarpe nuove, le Dreams, almeno il sogno lo porto ai piedi e lo calpesto.
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      Scritta da: Erato
      Quando ci sembra di non pensare a niente, in realtà noi pensiamo a quello che ci sta a cuore.
      L'amore è una specie di forza di gravità: invisibile e universale, come quella fisica. Inevitabilmente il nostro cuore, i nostri occhi, le nostre parole, senza che ce ne rendiamo conto vanno a finire lì, su ciò che amiamo, come la mela con la gravità.
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        Scritta da: Catia Ciullo
        - Leuos: Bianco. Da questa deriva la parola italiana "luce.
        - Aima: Sangue. Da questa deriva la parola italiana "ematoma" (grumo di sangue).
        [Se metti insieme quelle due parole paurose, ne viene fuori una ancora più terribile: leucemia]
        [Un nome che deriva dal greco e significa "sangue bianco"]
        [Lo sapevo che il bianco è una fregatura. Come può il sangue essere bianco?]
        [Il sangue è rosso e basta]
        [Le lacrime sono salate e basta]
        [Silvia me lo ha detto in lacrime]
        - Beatrice ha la leucemia.
        [E le sue lacrime sono diventate le mie]
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          Scritta da: Pierpaolo
          Quando un branco di lupi non riesce a trovare più prede, a far bottino, ad azzannare e nutrirsi, quando un branco di lupi perde il proprio territorio di caccia, le tane, la forza, reagisce massacrando il più debole del branco. Si nutre della propria carne. Gli uomini-lupi fanno allo stesso modo, sacrificano chi gli è vicino per sentirsi forti. E scelgono il più debole. Così recuperano controllo e potere. Ma tra gli uomini accade che proprio il sacrificio del più debole risvegli chi se ne stava in disparte, indifferente o impaurito. Il suo sangue nutre loro più dei lupi che lo hanno divorato. Il 15 settembre un branco di lupi affamati si aggira per Brancaccio senz'altra meta che la fame.
          Alessandro D'Avenia
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