Scritta da: Gianluca Cristadoro
in Umorismo (Giochi di parole)
Francois Truffaut, ma pare che ora si sia pentito.
Composta giovedì 26 giugno 2014
Francois Truffaut, ma pare che ora si sia pentito.
Infinito coraggio
Sempre cara mi fu quell’idea folle
di quella crepa che da tante parti
del muro in fronte sguardo non elude.
Ma scendendo e tirando indovinati
sassi di là da quello per sovrumane
grida e dolentissima ingiuria,
io di mestier dipingo, piove nel loco
e i for di queste mura. Siccome a stento
oso dormir tra piume tante, io nello
infinito sollazzo in questa brace
vo cucinando: e mi convien d’inverno
le quattro stagioni con la passata.
Evviva il phon di lei! Così tra questa
intimità s’accascia il duca mio
e lo stuccar m’è d’uopo in questo muro.
Mi fa paura il domani, più dell'oggi ma meno dello Ieti...
Non dire "matto" se non fai scacco.
Quiesce chi v'entra, chi n'esce si sventra. Qui nasce chi è in fasce, Qui pasce chi riesce, Chi è carne e chi è pesce!
Cara Mella, ti trovo dolce, ma non ti trovo bella.
Distrutto mi struggo
Di fritto ne suggo
Di strutto mi friggo
Distratto mi veggo
Diritto non reggo
d'un tratto mi seggo
Da ratto mi fuggo
Di tutto mi leggo.
Tuo nonno nuotò e tuonò: "Tu no!"
Etere o non etere? Questo è un problema di ricezione... del segnale!
Come il comò di Como,
l'amaca dell'amica maga
al loco del rogo, roco, reco foco.