Scritto da: Alessio Fabretti

Vivere è morire


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...odore sgradevole lo accoglie. La sua auto è sempre li con le chiavi nel cruscotto. Apre la portiera, mette in moto, innesta la retromarcia, ma la porta automatica del garage si è richiusa. Scende, apre il portabagagli per prendere il crick. Un tanfo lo avvolge. Il corpo decomposto di una ragazza nuda giace nel vano, la testa manca. I poliziotti arrivano e una zaffata d'aria pura entra nel garage. L'ispettore gli mette le manette, l'uomo lascia fare passivo, Il medico è allibito. L'uomo consegna spontaneamente all'ispettore il taccuino trovato. La solita trafila alla Centrale. L'ispettore ha potuto leggere in parte il taccuino e scorgendo nomi, emette un fischio di sorpresa. Chiama un agente e lo prega di andare a prelevare l'uomo e di condurlo in ufficio. Avverte il capitano della Squadra omicidi. L'uomo racconta:" Ho conosciuto la ragazza assassinata a un party, si confidò con me dicendo che era in pericolo. Le offrii di venire a casa mia. Al ricevimento c'era molta gente importante, il Senatore g..., il Giudice l..., gente che io conoscevo bene ed anche lei. Passarono dei mesi senza che ne sapessi più nulla; a quel tempo stavo allestendo una mostra, ed ero tutto preso dal lavoro.... [segue »]
Composto martedì 19 marzo 1968

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