Scritto da: Alessandra Tessarin

Diversa


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...del vento, a tremare dal freddo perché non avevo la giacca e neppure il cappello e nessuno mi portò il panino che avevo nella cartella. Quando giunse la mamma mi slegò e disse: "Devi stare più attenta e imparare con la destra". Durante la notte giunse la febbre e nel delirio dicevo: "Non lo faccio più". Il dottore venne chiamato: "Si tratta di polmonite, ha preso freddo, come mai?" Nessuno parlò ed io rimasi a casa per parecchi mesi, la febbre non si abbassava e anche una brutta tosse. A maggio tornai a scuola e l'insegnante disse: "Non la porti più, ha perso l'anno, troppe assenze". Ricordo ancora il viso addolorato di mamma, la sua mano che prende la mia e ce ne andammo via; la vidi piangere per la prima volta e iniziai a chiedermi perché i mancini devono sentirsi "diversi", cambiai scuola. Per fortuna ora non è più così; ho saputo che in quei anni tanti, come me, hanno dovuto, per forza, imparare a scrivere con la destra, ora ci scrivo ma tutto il resto sempre con la sinistra.

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    Scritto da: Alessandra Tessarin
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    Un frammento della mia infanzia che ha lasciato un segno.

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