Scritto da: Elisa M.

Due settimane in maggio

Durante la guerra infatti ero convintissima che in tempo di pace ogni cosa sarebbe stata diversa.
Non solo che non ci sarebbero mai più stati bombardamenti e che nessun padre sarebbe mai più stato ammazzato.
Dalla pace mi aspettavo anche panini al prosciutto e cioccolato a volontà. E mutande della giusta misura e stoffe che non irritassero la pelle, ma ero soprattutto sicurissima che tutti i nazisti sarebbero stati puniti, eliminati, che non sarebbero stati più in circolazione.
Ora la guerra era finita da tre anni, le mutande erano sempre troppo grandi e mi davano fastidio, i vestiti mi pizzicavano orribilmente il collo e il prosciutto si trovava solo alla borsa nera e mia madre non poteva permettersi quei prezzi.
Anche il cioccolato era troppo caro per noi. Lo compravamo solo a Natale.
E i nazisti che conoscevo vivevano ancora e possedevano molte più cose di noi. Solo il capo caseggiato faceva eccezione. Aveva un buco in testa, era diventato portinaio ed era costretto a trafficare intorno ad un tombino e ad arrabbiarsi.
Qualche volta mi immaginavo che tutti i nazisti avessero un unicorno all'indentro.
L'idea mi divertiva molto.

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    Scritto da: Elisa M.

    Commenti

    3
    postato da , il
    IO HO LETTO IL TUO LIBRO IL NONNO SEGRETO SEI LA NUMERO 1 COMPLIMENTI
    2
    postato da , il
    bella  mi  piace
    1
    postato da , il
    molto bella!! complimenti all'autrice...

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