L'amicizia ai tempi del coronavirus

Suona il citofono. Due volte. Poi una terza, ma solo la quarta mi ricorda che rumore fa il citofono.
Non mi alzo.
Oggi è un giorno contro-voglia.
Sembra insistere. Anzi insiste, ripetutamente.
Decido di alzarmi, lentamente.
Guardo il piccolo schermo illuminato affianco alla cornetta.
Vedo solo una mascherina.
Non riesco a distinguere altro.
Non apro e torno sul divano.
Poi un messaggio.
- Ti affacci?
- No. È freddo!
- Ti copri.
- "Spè"...
Prendo al volo il giubbino. Apro la finestra e mi sporgo dal balcone, guardando in giù.
Lo vedo.
Poi lo guardo.
Poi lo vedo davvero.
Non diciamo niente.
Si abbassa la mascherina.
Mi metto a piangere.
Lui dopo di me, piange occhi senza lacrime.
Poi va via.
Ed io rientro.
Fine.
Sembra.
Mi specchio.
Adesso le lacrime bagnano un sorriso.
Composto martedì 31 marzo 2020

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    Dedica:
    Al mio amico Luca.
    Ha partecipato al concorso
    #IORESTOACASAeSCRIVO

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