Scritto da: Fragolosa67

Il portiere


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Eduardo fumava spesso nervosamente. Tirava il tabacco mentre parlava con i subalterni. Il fumo come la nebbia, si sollevava lentamente creando piccole cortine che sfumavano come muri in dissolvenza lasciando trasparire gli occhi grandi e scuri tra i boccoli che si abbassavano verso il foglio e si rialzavano per parlare senza perdere di vista l'interlocutore. Appariva poco sicuro di sé, emozionale nel comportamento ma fermo nel raccontare. Pareva crederci in quello che diceva ma un buon osservatore si sarebbe reso conto di trovarsi all'interno di una scena. Egli leggeva un copione studiato a memoria e interpretato più volte. Poi, schiacciava con forza il mozzicone dentro il portacenere mentre l'ultima boccata di fumo usciva dai suoi polmoni. Aveva ripetuto troppe volte la scena come un film che costantemente si replica. Con superficialità continuava a sorridere parlando di tragedia altrui mentre ne stava creando un'altra.
Cosa c'è di più tragico della morte di un amico, replicava mostrando una maglia nera da capitano a chi lui stesso voleva tradire la vita per gettarla.
Ancora la sigaretta prendeva il sopravvento mentre le parole erano dette più velocemente. Più era falso il discorso e pesante, più era veloce nel recitare. Un tiro, il cerchio di ... [segue »]
Composto venerdì 25 novembre 2016

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