Scritto da: Giuseppe LONATRO

Il temporale


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...avrebbe voluto, Wanda, che quella pioggia fosse catartica e non opprimente, come avrebbe voluto viverla nella vitalità della campagna distesa piuttosto che fra quelle colate di cemento di un quartiere senza anima; come avrebbe voluto vederla spazzare le incertezze, le ipocrisie e le paure invece che portarne delle nuove.
Sì, un temporale chiarificatore, di quelli che arrivano al culmine di un pomeriggio uggioso, scaricando sulla terra gli accumuli di tanto trattenere; un temporale di quelli che poi si sgonfiano e si annullano cedendo definitivamente spazio ai tramonto rosa attraverso le ultime nubi in lontananza ed all'aria tersa e profumata di nuovo spirito.
Un acquazzone che liberasse la mente dal nodi e dai dubbi, che aprisse di nuovo i varchi del ritrovarsi, che sciogliesse le tensioni e stemperasse i colori violenti del rancore in teneri pastelli di comprensione.
Le mani appoggiate sulla finestra, Wanda pensava a Luca, mentre le ultime gocce d'acqua precipitavano da chissà quale piano.
A Luca ed alla sua testarda ostinazione. A Luca e ad un amore vissuto in meravigliosi "potrebbe essere" più che in contraddittori "è". A Luca ed ai disperati tentativi di appartenersi oltre lo sconvolgimento del prendersi.
Il temporale era ormai lontano. Si sentivano gli ... [segue »]

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