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Flash mob dalle gabbiette

Capitolo: unico
Hai dimenticato chiudere la gabbia. La tentazione era grande: restare o uscire, volare o rimanere. Un occhio guardava te e la gattina, uno fuori. Gli uccelletti del quartiere, dal piacevole canto, preparavano il solito flash mob. Io, parrocchetto senza talento, che non ho mai riuscito fare colpo, questa volta sentivo un forte impulso di agire per tirarti fuori dal buio che scavava sempre più profondo il tuo cuore. Decisi: canterò insieme a loro. Male che vada, scapperà un sorriso, si alzerà la dopamina e ti metterai a ballare senza notarlo. E per far svanire l'ansia, se lascerò per un momento la gabbia, vi vorrei toccare soavemente, come una mamma, i capelli, i tuoi e del marito, che certe volte ti scordi che esiste. Io, cocorita impaurita, sarò per un momento la Dea dell'ossitocina, che porta l'amore e ruba l'ansia. La gatta mi fissa. - "Ehi, gattina, che ne dici di un bel massaggio? Una bella dose di endorfina e farai le fusa tutta la notte!" Esco ma torno subito nella mia gabbietta.
Composto martedì 14 aprile 2020

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    #IORESTOACASAeSCRIVO

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