Preghiere a Dio


in Preghiere (A Dio)
O Gesù, con i tuoi santi magi t'adoriamo, con essi ti offriamo i tre doni della nostra fede riconoscendoti e adorandoti quale nostro Dio umiliato per nostro amore, quale uomo rivestito di fragile carne per patire e morire per noi. E nei tuoi meriti sperando, siamo sicuri di conseguire l'eterna gloria. Con la nostra carità ti riconosciamo sovrano di amore nei nostri cuori, pregandoti che, nella tua infittita bontà, ti degni gradire ciò che tu stesso ci hai donato. Degnati di trasformare i nostri cuori come trasformasti quelli dei santi magi e fà ancora che i nostri cuori, non potendo contenere gli ardori della tua carità ti manifestino alle anime dei Rostri fratelli per conquistartele. Il tuo regno non è lontano e tu facci partecipare al tuo trionfo sulla terra, per poi partecipare al tuo regno nel cielo. Fà che non potendo contenere le comunicazioni della tua divina carità, predichiamo con l'esempio e con le opere la tua divina regalità. Prendi possesso dei nostri cuori nel tempo per possederli nell'eternità. Che mai ci togliamo da sotto il tuo scettro: né la vita né la morte valgano a separarci da te. La vita sia vita attinta da te a larghi sorsi d'amore per spandersi sull'umanità e ci faccia morire a ogni istante per vivere solo di te, per spandere solo te nei nostri cuori.
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    O Gesù, a Betlemme tu hai acceso una luce, che illumina definitivamente il volto di Dio: Dio è umile! Mentre noi vogliamo essere grandi, tu, o Dio, ti fai piccolo; mentre noi vogliamo essere i primi, tu, o Dio, ti metti all'ultimo posto; mentre noi vogliamo dominare, tu, o Dio, vieni a servire; mentre noi cerchiamo gli onori e i privilegi, tu, o Dio, cerchi i piedi degli uomini e li lavi e li baci amorevolmente. Quanta differenza tra noi e te, o Signore!
    O Gesù, mite e umile, noi ci fermiamo sulla soglia di Betlemme e sostiamo pensosi e titubanti: la montagna del nostro orgoglio non entra nell'angusto spazio della grotta.
    O Gesù, mite e umile, toglici l'orgoglio del cuore, sgonfia le nostre presunzioni, donaci la tua umiltà e, scendendo dal piedistallo, incontreremo te e i nostri fratelli; e sarà Natale e sarà festa!
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      in Preghiere (A Dio, Per pregare)
      O Divina Provvidenza!

      Nulla è più amabile e adorabile di Te, che maternamente alimenti l'uccello dell'aria e il fiore del campo: i ricchi e i poverelli!

      Tu apri le vie di Dio e compi i grandi disegni di Dio nel mondo! In Te ogni nostra fiducia, o Santa Provvidenza del Signore, perché tu ci ami assai più che noi amiamo noi stessi!

      Col divino aiuto, non ti voglio più indagare, non ti voglio più legare le mani: non ti voglio più storpiare; ma solo voglio interamente abbandonarmi nelle tue braccia, sereno, tranquillo.
      Fa che ti prenda come sei, con la semplicità del bambino, con quella fede larga che non vede confini! Divina

      Provvidenza!
      Da a me povero servo e ciabattino tuo, e alle anime che pregano e lavorano in silenzio e sacrificio di vita intorno ai poverelli, dà ai cari benefattori nostri quella latitudine di cuore, di carità che non misura il bene col metro, né va con umano calcolo: la carità che è soave e dolce, che si fa tutta a tutti: che ripone la sua felicità nel poter fare ogni bene agli altri silenziosamente: la carità che edifica e unifica in Gesù Cristo, con semplicità e candore.

      O Santa Divina Provvidenza!
      Ispiratrice e madre di quella carità che è la divisa di Cristo e dei suoi discepoli: anima tu, conforta e largamente ricompensa in terra e in cielo quanti, nel nome di Dio, fanno da padre, da madre, da fratelli, da sorelle agli infelici.
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        in Preghiere (A Dio, Per pregare)
        Signore, Ti prego,
        donami un senso vivo dei miei peccati perché,
        se io perdo questa sensibilità e la mia coscienza diventa sorda ai tuoi richiami divini,
        il mio peccato da debolezza, diventa peccato di malizia.
        Fammi capire che se io,
        accondiscendo al mio peccato giustificandolo,
        commetto il peccato più grave: quello contro lo Spirito Santo;
        in questo modo la mia coscienza non sarà più in grado di discernere ciò che è buono e giusto in quanto in me non ci sarà più alcuna apertura al tuo amore e al vero pentimento che scaturisce dal cuore contrito perché Ti ha offeso.

        Dio, Padre mio,
        tu mi hai donato Gesù, tuo Figlio,
        perché morendo sulla croce mi liberasse da ogni peccato
        ma se io non lo riconosco perché la mia coscienza si è chiesa al tuo amore,
        rifiuto la salvezza e posso perdermi per sempre.

        Donami, Padre
        una perfetta conoscenza della mia fragilità e debolezza,
        che non mi nasconda dietro scuse meschine che hanno origine dal mio orgoglio,
        ma che tutte le volte che sbaglio io possa subito riconoscere dall'inquietudine del mio cuore per dirti con tanta umiltà:
        "Perdono, Signore,
        non sono più degno di essere riconosciuto come tuo figlio
        ma per l'immensa tua misericordia, abbi pietà di me che sono peccatore!".

        Stendi la tua mano protettiva e benedicente su di me perché io non voglio più smarrirmi per strade diverse dalla tua santa volontà e non voglio altro amore che il tuo.
        Guidami, Signore, sulla retta via, e mostrami il Tuo Volto amorevole e misericordioso, perché non mi scoraggi mai anche di fronte al più grave peccato, ma proprio perché ho un debito più grande verso di Te, Ti possa essere ancora più grato.

        Grazie, Signore, per il tuo perdono.
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