Le migliori poesie inserite da Klara Erzsebet Bujtor

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Scritta da: Klara Erzsebet Bujtor

Infinito

Abbandonata alla riflessione contemplo il mirabile cielo,
che azzureggia nell'aria tranquilla,
così vicino a me, che dalla cima del cipresso potrei toccarlo.
Una colomba si posa sopra,
attende,
scruta l'orizzonte
e vola via ancor più in alto,
e ancor più in alto scorre la scia d'un aereo passante.
Quanto è profondo il cielo,
nessuno ha mai conosciuto la misura,
pazzesco quell'infinito,
che nessuno mai ha percorso.
Perché tutto questo spazio misterioso?
Gli astri deserti, le stelle, la Terra che fanno
un grande Universo,
che ci sono altri ed altri ancora,
quanti,
nessuno lo sa.
Mi spaventa tutta questa grandezza,
dove gli spazi sono milioni e milioni di anni luce
dove il Tempo è eterno,
e tutto questo immenso mistero,
una breve vita umana
non si accorge,
sono certa.
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    Scritta da: Klara Erzsebet Bujtor

    La fretta

    Se stà a fà sera e nantra giornata de lavoro se n'è annata:
    c'ho l'ossa tutte rotte, la capoccia frastornata.
    Cammino senza prescia, tanto, che devo fa?
    Si torno a casa me tocca pure sfacchinà!
    Sur viale del tramonto me fa l'occhietto er sole,
    e dopo nà giornata a dà i resti a chi li vole,
    l'osservo m'bambolato, come fosse, nà visione.
    Me fermo lì a guardallo, ma chi l'avrà inventato?
    È bello forte, nun l'avevo mai notato!
    Sempre a combatte, sempre appresso a tutti i guai,
    splende splende, ma nun m'o godo mai.
    È robba che co quell'aria bonacciona e rassicurante,
    riuscirebbe a fà sentì amico ogni viandante.
    Stà palla arancione m'ha messo pure arsura, ma, ahò!
    Nun so mica nà monaca de clausura!
    E allora ò sai che nova c'è? Io nun c'ho più fretta
    e me butto drent'ai meandri dè nà fraschetta.
    Con le zampe sotto ar tavolino,
    e in compagnia dè n'ber fiasco de vino,
    me guardo intorno soddisfatto,
    finalmente ho smesso de sbrigamme come un matto!
    E mentre er Cannellino m'arriva ar gargarozzo
    Rido cò n'amico e ordino nantro litrozzo.
    La vista me se annebbia ma non la mia coscienza
    che se mette a riflette sull'umana esistenza:
    a che serve stà sempre a core pè tutte le raggioni
    si so quasi sempre rotture dè cojoni!
    Composta mercoledì 23 giugno 2010
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      Scritta da: Klara Erzsebet Bujtor

      Il sospiro dell'infinito

      Oggi è meraviglioso il campo
      sparso di papaveri e margherite,
      come il cielo quando pieno di stelle
      che fa tanto sognare,
      chi lo mira con il cuore sereno,
      e tutta questa bellezza ha la sua fine
      e i sogni si mutano nella speranza,
      che è il sospiro dell'infinito.

      Solo il tempo dura nel tempo
      e gira intorno a se stesso.
      non ha né capo né coda,
      e gira, gira gira,
      e puzza di fiori appassiti
      e di nostri cadaveri.
      Composta martedì 9 giugno 2015
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        Scritta da: Klara Erzsebet Bujtor

        La corsa della vita

        Le gambe si muovono velocemente,
        sorpassano i secondi
        e resta indietro il lento cammino del tempo,
        e ancora è più bella la corsa
        avvicinandosi al futuro,
        che parve un vecchio con i capelli bianchi,
        bianchi, come la vetta di Monte Fuji
        in pieno d'estate,
        che cammina all'indietro senza fretta,
        e sembra di essere sempre più giovane,
        spogliando della vecchiaia,
        lasciando calpestare dalla frenetica corsa,
        mentre la morte aspetta il vincitore
        sul ciglio del futuro,
        che sta davanti dell'affaticato tempo
        senza fiato,
        che dolente,
        per sempre
        si ferma.
        Composta giovedì 3 settembre 2015
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          Scritta da: Klara Erzsebet Bujtor

          Rabbia

          Tremano le mani nel grembo
          il cuore non connette con la mente,
          e gorgogliano parole torbide
          nel sudicio,
          nelle vene del destino,
          che sbocca nel mare agitato
          dell'anima,
          che trova sprangate la porta
          del luminoso infinito,
          perché non ho spiegato le ali
          a volare in alto,
          nel limpido cielo
          della vita.
          Composta venerdì 6 maggio 2016
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            Scritta da: Klara Erzsebet Bujtor

            Senzatetto

            Ho cambiato casa
            perché così voleva il destino
            per una più grande
            da terra a cielo
            senza porta e finestra,
            con una magnifica soffitta
            che la notte si illumina
            di stelle.
            Il salotto è sempre pieno di gente,
            vanno e vengono
            con fretta rumorosa,
            solo i cani si fermano,
            e lì offro le mie pene,
            che bagnano le mura
            e scodinzolando si allontanano.
            Il letto è sempre da rifare,
            dormire è la cosa migliore,
            quando la fame e la dignità
            fanno della realtà cruente
            sogni meravigliosi.
            Composta mercoledì 3 agosto 2016
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              Scritta da: Klara Erzsebet Bujtor

              Un vago pensiero

              In ognuno di noi c'è l'intero mondo
              e se amiamo se stessi,
              amiamo il mondo,
              ciò che ci somiglia,
              ciò che i nostri occhi vedono
              il cuore che sente,
              e quando si fa male
              a qualcuno o qualcosa
              si spezza il cuore della vita,
              che guarisce solo
              quando cerchiamo a
              migliorare noi stessi
              e il mondo.
              Composta sabato 3 settembre 2016
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