Poesie inserite da margherita1

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Scritta da: margherita1

Il tuo bacio è come un rock

Atteso, cercato
quasi insperato
mimato, sognato
mille volte pensato
sulle labbra appoggiato
col pensiero mandato
sulle ali volato
senza permesso violato
con la mente elaborato
come un ladro rubato
con fantasia immaginato
lento, caldo, appassionato
con gli occhi aperti, spiato
di rossetto pasticciato
di piacere mangiato
nella notte agognato
nella tua bocca cercato
troppo tempo aspettato
ora dimmi accidenti!
Perché non mi hai ancora baciato?
Composta venerdì 25 maggio 2012
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    Scritta da: margherita1

    Il tempo del tempo

    Sferragliano le lancette
    arse dalla ruggine del tempo.
    Come treno senza freni
    ha preso la rapida discesa,
    sbanda, si inclina, si riassesta
    sui binari sgangherati.
    Fermate questo tempo
    che non ho più tempo.
    Le mie gambe ancora salde
    corrono, ma a nulla possono
    contro il vento che spinge le ore.
    Datemi tempo quanto basta
    per fare in tempo:
    per mangiare a Giugno albicocche mature,
    per succhiare acini d'uva nera a settembre
    per lavarmi il viso a Gennaio con la neve fresca
    per veder nascere la prima ruga
    sulla faccia, geografia del mio tempo.
    Ma lui fugge sordo al mio richiamo
    impietoso non ferma la sua corsa,
    anzi si impenna stizzito alla supplica
    accellera il passo così che non
    possa raggiungerlo.
    Esso passa e travolge come macina
    ogni cosa schiacciando sotto il suo peso
    chiunque non sappia afferrare tutti gli attimi
    che riempiono il suo tempo.
    Composta giovedì 24 maggio 2012
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      Scritta da: margherita1

      Il rumore del silenzio

      Sshhh!... non parlare.
      Lascia questo silenzio
      sospeso tra noi.
      Fermalo solo un attimo.
      Fa che io possa riempirlo
      di mille pensieri,
      inventare un amore,
      dargli il significato
      che sento.
      Lo senti questo silenzio?
      Solo il mio battito
      lo disturba.
      È così perfetto
      il tuo volto immobile,
      la tua bocca che
      ancora deve schiudersi,
      mi fa immaginare
      di sentire le parole
      che vorrei.
      I tuoi occhi ancora chiusi
      mi fanno sperare
      che quando si apriranno
      vedranno il mio viso
      specchiato d'amore.
      Ancora un attimo
      e l'incanto si spezza.
      Il silenzio si riempe
      di mille rumori.
      Poggio un dito
      sulle tue labbra.
      Sshh!... non parlare
      se non puoi dirmi
      ciò che voglio sentire,
      allora sarò io a parlare
      e ti racconterò
      la storia di un amore
      nato nel silenzio
      che non può più tacere.
      Composta giovedì 24 maggio 2012
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        Scritta da: margherita1

        Cuore matto da legare

        Un colpo forte...
        come un gong
        che chiama a raccolta.
        Si arresta sospeso...
        un istante infinito.
        Riprende due battiti
        in un ritmo solo...
        Scappa veloce
        come rincorso...
        Si affanna sotto
        il corto respiro.
        Ora batte, ribatte,
        si dibatte...
        Poi decide,
        si arresta,
        ci ripensa...
        Riprende
        la sua folle corsa.
        Si espande
        vuole uscire
        dalla gabbia...
        Perde il passo,
        lo riprende
        soffiando esausto...
        Si comprime
        in uno spasmo...
        Batto un pugno
        forse si riprende...
        Lo so amore bello,
        ti sembro matta
        e matta ormai
        io sono, ma di te.
        Batte il cuore
        insieme a me
        tutti e due
        matti da legare
        sol per te.
        Composta martedì 22 maggio 2012
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          Scritta da: margherita1

          Le nuvole

          Ogni persona persa nel mondo
          porta sul capo la sua nuvola.
          Nessuno la vede, nessuno la sente.
          L'uomo peloso con voce rabbiosa
          che perde bava tra i denti perduti,
          ha una nuvola nera, gonfia di pece
          a forma d'orco sul capo si posa.
          La giovane donna seduta sul prato
          abbraccia giunchiglie con bocca di rosa,
          sui riccioli d'oro gioiosa e lieve
          volteggia la nuvola di zucchero filato.
          Quel bimbo appena arrivato,
          sorride nel sonno del giardino fatato
          sul bianco cuscino il ricamo più fine,
          su lui veglia la sua nuvoletta
          bianca di latte, tonda a biscotto.
          Poi guardo in alto cerco la mia
          allungo la mano per vedere se c'è
          la tocco e ha una strana forma,
          a punta di sotto, tonda dai lati.
          Non riesco a indovinare,
          ma certo mi guardo allo specchio!
          E vedo un cuore di un rosso brillante
          sospeso nell'aria come un palloncino
          panciuto e grasso d'amore,
          sorride al mio volto trasognato!
          Composta venerdì 18 maggio 2012
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            Scritta da: margherita1

            La stazione

            La stazione tace di voci
            a quest'ora della notte.
            La luce fioca tra i binari
            mi nasconde alla vista
            dei viaggiatori assonnati.
            Quanta vita ci può stare
            dentro una valigia?
            Ieri era pesante di speranza
            stanotte è leggera  come una piuma.
            Ho  ho lasciato tutto lì
            non voglio altre zavorre.
            Nulla che possa ricordare
            una giornata da dimenticare.
            Laggiù nella città che dorme
            dormi anche tu accanto
            ad un posto vuoto.
            Lo stridere dei freni,
            il treno spalanca le sue porte
            mi spaventano come occhi bui.
            Ancora uno sguardo indietro.
            Ora scorrono veloci le luci,
            dal finestrino pezzi di case,
            ritagli di strade , campi deserti.
            Tutto tace eppure ti sento
            dormire tra lo sferragliare
            del treno.
            Composta venerdì 11 maggio 2012
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              Scritta da: margherita1

              Caro pino

              Caro vecchio Pino,
              hai il nome di un amico
              e da sempre amico sei.
              Quando c'incontrammo
              ero una bimba che
              batteva le mani felice
              davanti a te.
              Eri vestito a festa
              tra mille luci e lustrini.
              In alto posai una stella
              pendeva un po' di lato,
              ma era il tocco
              per renderti più bello.
              Accanto a me in
              quei giorni di festa,
              aprimmo doni,
              mangiammo dolci e
              brindato al nuovo anno.
              E poi quanto tutti i
              tuoi amici venivano
              portati a morire.
              ti caricammo sulle spalle.
              Abbiamo scavato nel profondo
              della terra fredda perché
              tu potessi nutrirti.
              Ti abbiamo lasciato lì
              con tanti amici intorno,
              più grandi perché si
              prendessero cura di te.
              Ora abbiamo la stessa età,
              ma quanto sei cresciuto più di me,
              quanta forza hai sotto
              il peso della neve.
              Quanto ristoro danno i tuoi
              lunghi rami all'ombra.
              E non c'è giorno che
              aprendo le finestre,
              tu non muova le tue fronde
              come a dirmi "Grazie"
              Composta giovedì 10 maggio 2012
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                Scritta da: margherita1

                Resta o vai

                Sarebbe bello dirti resta.
                Far finta che le parole
                sparate come pallottole
                al cuore che più non batte
                si siano disperse tra
                questa pioggia di aghi pungenti
                sotto le palpebre chiuse.
                Sarebbe bello dirti fermati.
                Non andare oltre quella porta,
                mentre non vedo più il tuo volto
                ma la schiena di uno qualunque.
                Sarebbe bello strappare l'orgoglio
                come carta straccia,
                buttarla nel fuoco e guardarla
                bruciare finché non resti che cenere.
                Sarebbe bello pregarti tra le lacrime
                come eroina d'altri tempi
                trattenerti con la forza invocando la pietà.
                Ma c'è qualcuno che amo più di te.
                Qualcuno che nasconde lacrime nel cassetto.
                Qualcuno che fa dell'orgoglio una bandiera.
                Qualcuno che non prega fuori dalla Chiesa.
                Ti giri fai il mio nome.
                Si, mi amo più di quanto tu ami me
                e ti amo meno di quanto ami me stessa.
                Composta martedì 8 maggio 2012
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                  Scritta da: margherita1

                  Il nostro film

                  Vorrei una carezza calda
                  come vento di phon
                  che si posi sulla mia guancia fredda.
                  Vorrei sentire l'odore del tuo amore
                  anche dall'altro capo del mondo
                  che scompigli i miei pensieri.
                  Vorrei udire le tue parole che
                  come canto mi avvolgano
                  in calde coperte di lana.
                  Vorrei la tua amicizia anche
                  quando ti faccio male
                  senza sapere perché.
                  Vorrei per me la tua irrazionale follia
                  mentre ti perdi per gli aeroporti
                  per giungere fino a me
                  per stringermi un minuto soltanto.
                  Vorrei diventassimo come pazzi
                  agli occhi del mondo che non vedono
                  con i nostri occhi quello che vediamo noi.
                  Vorrei un orologio a cui frantumare
                  le lancette del tempo per racchiudere
                  un attimo all'infinito e ripeterlo
                  uguale ad ogni istante prima.
                  Vorrei tenerti vicino per guardare
                  insieme il film della nostra vita
                  senza leggere la parola "fine".
                  Composta martedì 8 maggio 2012
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                    Scritta da: margherita1

                    Celeste

                    Celeste sono i pezzi di vetro
                    che il mare consuma e poi
                    dimentica tra la sabbia fine.
                    Celeste è l'alito fresco del vento
                    che muove le tende al mattino
                    quando l'alba abbraccia la luna
                    per l'ultimo saluto.
                    Celeste è la nostra canzone
                    che gira nell'aria, è voce che canta
                    parole imparate a memoria
                    che porta indietro nel tempo
                    a quel tempo in cui tutto era
                    Celeste come piccolo fiore
                    dal nome come preghiera
                    'non ti scordar di mè.
                    Celeste era il none che mi davi
                    detto in silenzio, segreto nascosto
                    dentro il mio pugno chiuso.
                    Celeste è l'aria in cui libro,
                    vuoto e spazio infinito
                    in quel tempo in cui cado
                    senza paracadute.
                    Composta martedì 8 maggio 2012
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