Poesie inserite da Federico

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Scritta da: Federico
Quando le stelle
illumineranno la notte,
lascerò libera la mia anima,
che in un istante
prenderà la tua e la condurrà nel mondo dei sogni,
dove non vi è linea di confine tra finito e infinito,
dove volare è un po' come amare.

Io sarò lì,
ti prenderò per mano e,
sulle note di un valzer senza tempo,
ti guarderò negli occhi luminosi
e in un vortice di note,
continueremo a "volare".
Composta sabato 3 settembre 2011
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    Scritta da: Federico

    Per te

    Per te

    che non attendi il sole
    per illuminare le giornate
    ma ti basta sorridere
    per vederle colorate.

    Per te che resti semplice
    andando incontro al mondo
    ma sai sognare in grande
    il futuro in un secondo.

    Per te sono i miei auguri
    affidati alle parole
    rivestono pensieri
    che questo evento vuole.
    Composta sabato 15 agosto 2009
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      Scritta da: Federico

      L'uomo e il mare

      Sempre il mare, uomo libero, amerai!
      Perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
      nell'infinito svolgersi dell'onda
      l'anima tua, e un abisso è il tuo spirito
      non meno amaro. Godi nel tuffarti
      in seno alla tua immagine; l'abbracci
      con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore
      si distrae dal suo suono al suon di questo
      selvaggio ed indomabile lamento.
      Discreti e tenebrosi ambedue siete:
      uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
      dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
      mare, le tue più intime ricchezze,
      tanto gelosi siete d'ogni vostro
      segreto. Ma da secoli infiniti
      senza rimorso né pietà lottate
      fra voi, talmente grande è il vostro amore
      per la strage e la morte, o lottatori
      eterni, o implacabili fratelli!
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        Scritta da: Federico

        Messaggio di tenerezza

        Ho sognato che camminavo
        in riva al mare con il Signore
        e rivedevo sullo schermo del cielo
        tutti i giorni della mia vita passata.
        E per ogni giorno trascorso
        apparivano sulla sabbia due orme:
        le mie e quelle del Signore.
        Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma,
        proprio nei giorni
        più difficili della mia vita.
        Allora ho detto: "Signore
        io ho scelto di vivere con te
        e tu mi avevi promesso
        che saresti stato sempre con me.
        Perché mi hai lasciato solo
        proprio nei momenti più difficili? "
        E lui mi ha risposto:
        "Figlio, tu lo sai che io ti amo
        e non ti ho abbandonato mai:
        i giorni nei quali
        c'è soltanto un'orma sulla sabbia
        sono proprio quelli
        in cui ti ho portato in braccio".
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          Scritta da: Federico

          A Silvio

          Silvio caro, mio grande amore
          portami sempre nel tuo cuore.

          Tu che fai tutto in quattro e quattr'otto
          rubaci presto l'articolo 18.

          Giacché sei senza coscienza
          rubaci pure la contingenza.

          Visto che sei senza pietà
          levaci pure l'anzianità.

          E se vuoi fare le cose serie
          lasciaci anche senza ferie.

          Per migliorare la situazione
          togli di mezzo la liquidazione.

          Se l'inflazione ancora dilaga
          fregaci pure la busta paga.

          E per far dispetto ai sindacati
          aumenta la schiera dei disoccupati.

          Affinché sia tutto normale
          facci pagare l'ospedale.

          Perché vada tutto a buon fine
          facci pagare le medicine.

          Per evitare ulteriori danni
          ti prego, mandaci in pensione a novant'anni!

          Santo Silvio da Arcore
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            Scritta da: Federico

            Epilogo

            E proprio qui, ai piedi di questa stupenda policromia sistina,
            si riuniscono i cardinali -
            una comunità responsabile per il lascito delle chiavi del Regno.
            Giunge proprio qui.
            E Michelangelo li avvolge, tuttora, della sua visione.
            "In Lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo... "

            Chi è Lui?
            Ecco, la mano creatrice dell'Onnipotente Vecchio, diretta verso Adamo...
            Al principio Dio ha creato...
            Costui che vede tutto...

            La policromia sistina allora propagherà la Parola del Signore:
            Tu es Petrus - udì Simone, il figlio di Giona.
            "A te consegnerò le chiavi del Regno".
            La stirpe, a cui è stata affidata la tutela del lascito delle chiavi,
            si riunisce qui, lasciandosi circondare dalla policromia sistina,
            da questa visione che Michelangelo ci ha lasciato -
            Era così nell'agosto e poi nell'ottobre, del memorabile anno dei due conclavi,
            e così sarà ancora, quando se ne presenterà l'esigenza dopo la mia morte.
            All'uopo, bisogna che a loro parli la visione di Michelangelo.
            "Con-clave": una compartecipata premura del lascito delle chiavi, delle chiavi del Regno.
            Ecco, si vedono tra il Principio e la Fine,
            tra il Giorno della Creazione e il Giorno del Giudizio.
            È dato all'uomo di morire una volta sola e poi il Giudizio!

            Una finale trasparenza e luce.
            La trasparenza degli eventi -
            La trasparenza delle coscienze -
            Bisogna che, in occasione del conclave, Michelangelo insegni al popolo -

            Non dimenticate: Omnia nuda et aperta sunt ante oculos Eius.
            Tu che penetri tutto - indica!
            Lui additerà...
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              Scritta da: Federico

              Dio dell'alleanza

              O Abramo - Colui che entrò nella storia dell'uomo,
              desidera, soltanto attraverso te, svelare questo mistero, celato dall'esordio del mondo,
              un mistero più remoto del mondo!

              Se oggi percorriamo questi luoghi,
              da cui, tempo fa, era partito Abramo,
              dove aveva udito la Voce, dove si era compiuta la promessa,
              solo perché
              potessimo fermarci sul limine -
              per attingere al principio dell'Alleanza.

              Poiché Dio aveva manifestato ad Abramo,
              cosa è, per un padre, il sacrificio del proprio figlio - un'immolata morte.
              O Abramo - così Dio ha amato il mondo,
              che ha consacrato il suo Figlio, perché ognuno, che avrà fede in Lui,
              possa attingere alla vita eterna.
              - Fermati -
              Io porto dentro di me il tuo nome,
              il nome - segno dell'Alleanza
              che il Verbo Primordiale ha stretto con te,
              ancor prima che creasse il mondo.
              Ricorda questo luogo, quando andrai via da qui,
              luogo che rimarrà in attesa del suo proprio giorno–
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                Scritta da: Federico

                Il primo Vedente

                "In Lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo" -dice Paolo all'Areopago d'Atene-
                Chi è Costui?
                Come se fosse l'ineffabile spazio che avvolge tutto -Lui il Creatore:
                Domina ogni cosa, traendo l'esistenza dal nulla, e non soltanto in principio, ma di continuo.
                Tutto perdura divenendo perpetuamente -
                "Al principio era il Verbo e per mezzo di Esso tutto è stato fatto".
                Il Mistero del principio nasce assieme al Verbo, si rivela attraverso il Verbo.
                Verbo - perenne visione ed enunciazione.
                Colui che creava, vedeva - vide "che ciò era buono", scorgeva con un concetto diverso dal nostro.
                Lui - il primo Vedente -
                Vedeva, ritrovava in tutto un'orma del suo Essere, della sua plenitudine -

                Vedeva: Omnia nuda et aperta sunt ante oculos Eius -Il nudo e il trasparente,
                il vero, il buono e il bello-

                Scorgeva con un concetto insolito, estraneo al nostro.
                Una perenne visione ed enunciazione:
                "Al principio era il Verbo e per mezzo di Esso tutto è stato fatto",
                il tutto, in cui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo -Il Verbo, lo stupendo Verbo primordiale, come un'invisibile soglia
                di tutto ciò che è stato creato, esiste ed esisterà.
                Come se il Verbo fosse la soglia.

                La soglia del Verbo, in cui tutto era di foggia invisibile,
                la divina e l'eterna - dietro questa soglia iniziano gli eventi!
                Mi trovo sul limine della Sistina -
                Forse tutto ciò era più facile interpretare nel linguaggio della "Genesi" -
                Ma il Libro aspetta l'immagine. - E giusto. Aspettava un suo Michelangelo.

                Perché Colui che creava, "vedeva" - vide, che "ciò era buono".
                "Vedeva", ed allora il Libro aspettava il frutto della "visione".
                O uomo che vedi anche tu, vieni -
                Sto invocandovi "vedenti" di tutti i tempi.
                Sto invocandoti, Michelangelo!

                Nel Vaticano è posta una cappella, che aspetta il frutto della tua visione!
                La visione aspetta l'immagine.
                Da quando il Verbo si fece carne, la visione, da allora, aspetta.
                Stiamo sulla soglia del Libro.
                Questo è il Libro delle Origini - Genesis.
                Qui, in questa cappella lo ha descritto Michelangelo,
                non con le parole, ma con una ricchezza
                affluente dei colori.
                Entriamo, per rileggerlo,
                passando dallo stupore allo stupore.

                Così, allora, è qui - vediamo e riconosciamo
                il Principio che sorge dall'inesistenza,
                ubbidendo al Verbo della creazione;
                Qui traspira da queste mura.
                Ma forse la Fine affiora più intensamente.
                Sì, ancor più efficacemente traspare il Giudizio.
                Un Giudizio, un finale Giudizio.
                Ecco la via che tutti attraversiamo -
                ognuno di noi.
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