Poesie inserite da edelweiss

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Scritta da: edelweiss

25 Giugno 2011 ore 22,19

Note galleggiano su un soffitto
scritto di storie di Vita da raccontare.

Fili d ' erba freschi e vivi
su pietre millenarie
danzano col vento.

Nuvole e Anime
passeggiano abbracciate
nei nostri occhi.

Mentre a fatica il bosco di nero si tinge
poche timide stelle si affacciano.

Un ritmo vibrante e suadente
avvolge il presente
fra gli applausi della gente.

È un giugno diletto
raccolto di un sabato sera
e suoni e canti e poesie!
Composta sabato 25 giugno 2011
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    Scritta da: edelweiss

    Io

    Buttata fuori / dal davanzale
    penzoloni con le braccia / e con la testa in giù
    i capelli anche /
    e mi mischierò col muro della casa
    è bianco / questo muro della casa, / la mia casa
    e sarò bianca / bianca / e rifletterò luce / come il muro,
    passerà del tempo / e quel bianco
    risplenderà sempre / sarà sempre bianco
    io sarò quel bianco / io sarò quel muro
    il muro bianco e tutti guarderanno / - ah, il muro bianco / dello
    splendore della luce / la luce della giovinezza;
    e sarà l'unico, / il mio muro bianco,
    sarà l'unico muro bianco / ma tornerà a passare del tempo
    io non mi muoverò / buttata fuori / dal davanzale / penzoloni
    con le braccia / e con la testa in giù / i capelli anche
    il muro comincerà / ad essere meno bianco / ma sempre bianco
    [rimarrà
    e quando il tempo sarà passato ancora / là in fondo / vedrò una
    casa nuova
    con un bianco muro / un muro più bianco del mio
    un rivale
    ma la mia casa rimarrà luminosa
    perché sarà ancora / il muro bianco della mia età.
    Composta giovedì 26 maggio 2011
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      Scritta da: edelweiss
      Amico bianco: quando nasco, sono nero -
      quando cresco, sono nero -
      quando è caldo, sono nero -
      quando è freddo, sono nero -
      quando ho paura, sono nero -
      quando sono malato, sono nero -
      quando muoio, sono nero.

      Tu, quando nasci, sei rosa -
      quando cresci, sei bianco -
      quando è caldo, sei rosso -
      quando è freddo, sei viola -
      quando hai paura, sei giallo -
      quando sei malato, sei verde -
      quando muori, sei grigio.
      allora, perché continui a chiamare me "uomo di colore"?
      Composta venerdì 6 maggio 2011
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        Scritta da: edelweiss
        Tra le strofe ferine molte per incarnarsi

        vogliono la tua carne. Solo l'arte compiuta
        scevra d'obbedienza al suo tempo può piroettarti
        attraverso i poemi più vasti che stai vivendo.
        Star fuori d'ogni poesia è un vuoto irraggiungibile.

        Perché scrivere poesia? per essere stranamente
        disoccupati. per i mal di testa indolori da sfruttare
        per colpire al momento maturo giù dal braccio che scrive.
        Per i successivi aggiustamenti, calibrare un verbo
        prima che la trance ti lasci. per lavorare sempre oltre

        il limite della tua intelligenza. Per non aver da salire
        e tradire i poveri nel farlo. Per una non vorace fama.
        Composta venerdì 6 maggio 2011
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