Scritta da: Sandro Boni
Ad occhi chiusi, un respiro
lungo e affaticato come la noia
paura stupore livore delirio
e t'allontano, io, scoria
vagante tra fibre intessute
che tramandosi fanno storia (baldoria).
Indifferente che siano gelate
le mani, il cuore o il naso:
soltanto ombre proiettate
su un teatro troppo vasto
con spettatori non paganti
seduti su poltrone di raso
(intenti a consumare il loro pasto).
Ti chiamo. Non mi senti
o non vuoi farlo. Ti capisco.
Rimangono sempre affranti
i desideri. Non abbiamo un fischio
per ritrovarci tra la folla
indifferente verso il rischio
di smarrirsi: e a te mi incolla
inoppugnabile nostalgica vitale
energia selvatica (cromatica) che in un'ampolla
m'accingo a conservare come sale
prezioso per farmi rimarginare, riemarginare.
Composta nel novembre 2008

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    Scritta da: Sandro Boni
    Ha partecipato al concorso
    Come un granello di Sabbia

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