Poesie che hanno partecipato al concorso VIIº concorso letterario internazionale di PensieriParole

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Donna

Se soave dell'Amore mi si chiede
porterò Te come dolce esempio
Trofeo tra le mie più belle prede
donna di vita, di svaghi Tempio

Chi nel Sacro Amore e sue Ali non crede
non amerà le sue sfacciettature
Và oltre il Tutto ciò che il normale vede
supera Vita e sue storpiature

Dolcezza ti chiamo, Amore concede
di servir il tuo cor ch'a poco rempio
non sbagliò Dio nel farti petto sede
non v'è posto più puro, più empio

La guardo mentre leggiadra si siede
sedia fa Trono, di giochi, di congiure
a suddito chiede giusta Fede,
Regina di Luce scaccerai Paure

Direttrice d'Angelica Orchestra
fermi lontan da me qualsiasi scure
buon rumore fai diventare scempio
Musa, Madre di suoni, Musical Maestra.
Composta domenica 13 novembre 2011
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    Scritta da: Tullio Vaccari
    Dolci Mieli,
    Freschi Amori,
    Calde Passioni...

    Ondeggi su di me
    Arricchendo la mia Anima,
    Appagando le mie voglie.
    Nell'aria rimane l'aroma di quel Fuoco
    Appena Spento,
    che riprende vita con un tuo sguardo.

    Leggeri, restiamo vicini,
    Vivi, ci teniamo la mano,
    Ricchi, ci continuiamo a volere,
    anche se privi dei nostri averi.

    Non esiste Pioggia,
    Non esiste Dolore,
    Esiste solo il nostro Fuoco
    e il nostro Sole.
    Come il vento che trascina le foglie stanche,
    Noi siamo trascinati da Vortici e Tempeste,
    senza ripari,
    e con incoscienza ci doniamo Calore,
    Attimi di Vita,
    istanti d'immortalità.
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      Fiamma d'Aprile

      ... Inconsapevoli giunchi al vento ostile
      della Passion che ci piega e non spezza
      canto d'Amor in campo d'Aprile
      Canto d'Amor di sua poetica Altezza:

      È stato un momento...

      Giovane spigliata è ora in trappola
      si fece inseguire in campo ridendo
      or contro un albero par che rantola
      or par che quest'albero mi stia nutrendo

      Fondo mani nella creta bagnata
      aspiro sui capelli di frumento
      la sento di sudor contaminata
      È stato un momento...

      Amore mi cerchi, Amore mi chiami
      Salmo profano di Immortalità,
      sbottonarsi reciproco tra i rami

      Da scintille di corpi via l'Incendio
      Amor sei Ninfa di sospiri andati

      Un attimo, un momento

      Sento fredde fiamme invisibili
      tessuti come Fiandra intrecciati
      Vello d'oro di Saperi rubati
      son passati giorni, anni, mesi, ore...

      Odoriamo d'Amore
      belle vesti inutili
      a contentar Pudore
      in questi anni futili

      Accendimi più forte tra i rami.
      Composta domenica 13 novembre 2011
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        Scritta da: Tullio Vaccari
        Abissale Amore,
        alto Piacere,
        Semplici gioie,
        il cuore batte,
        Pompa sangue e vita.
        Ti tengo viva nella mia Anima
        E sulla mia Pelle.
        Ogni cicatrice ha una sua storia,
        Ogni lacrima versata ha un suo perché...
        La strada è lunga e Polverosa,
        Maestra e Tiranna
        Ma sorridendomi io non avvertirò stanchezza.
        Salvati...
        Salvami...
        Solo questi istanti rimarranno Immortali.
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          Scritta da: Tullio Vaccari
          Rosso è il sangue che scorre nelle mie vene,
          Rosso è il fuoco che mi illumina e mi consuma,
          Rosso è il vino che sporca e riempie il mio calice
          E la mia Anima,
          Rosso è il colore che mi porta a pensare a te...

          Gioco con mille colori,
          Mi fermo e guardo mille Tramonti,
          Scappo... riprendo fiato e continuo a Scappare...
          Dovunque vedo qualcosa di Rosso,
          Ovunque vedo Te.

          Vedo solo ciò che mi rendeva felice...
          Vedo i tuoi sorrisi e la tua passione Rossa,
          Rossa come le tue Labbra,
          come il tuo Amore
          come il tuo Odio.
          Cancello quei momenti bui,
          quelli insipiti,
          quelli morti.

          Fugge con me il ricordo dei tuoi sguardi,
          quelli infuocati,
          quelli odiati...
          Porto con me solo il meglio...

          Odio il Rosso!
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            Scritta da: Duilio MARTINO

            Lapidi lungo il fiume

            Lo so! v'appare folle e stravagante
            quell'ossessivo intento di scolpire
            gelide lapidi ed amorfe rocce
            sulle irte sponde del modesto fiume
            (... guardiani d'un fluire irrilevante
            ... inutili le orecchie sulle rive...)

            lo so! ho gli occhi rossi del mio sangue
            graffian le schegge e sminuzzati grani
            ho scorticato gli arti il cuore langue
            la pece par che tenga le miei mani

            (Non so a chi giova questo salassarmi!)
            è un grattugiare l'anima straziante
            su quell'impervio ed aspro suol montano
            per dar sapore al nulla dominante
            al vuoto che ripudio ancora invano

            la mia terra stuprata
            sbeffeggiata e poi scannata
            da apolidi genieri del futuro
            ghermita dilaniata e divorata
            da corvi che si cibano del puro.
            Composta mercoledì 20 luglio 2011
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              Scritta da: Duilio MARTINO

              Ti cerco... Poesia

              Ti cerco nella piaga meno esposta
              tra lievi pieghe dei silenzi duri
              sepolta in uomo sulla panca in sosta
              nel vuoto contenuto dai suoi muri

              ti cerco nel destino un po' bastardo
              che stuzzica il rigurgito d'amore
              nel mero egocentrismo assai beffardo
              di prole oppressa che soppesa l'ore

              in morte che talvolta generosa
              fa sconti sollevando dal dolore
              a pochi eletti pare vada in sposa
              premiando degli eroi il gran valore

              cerco nei cento passi d'uno zio
              in un bisbiglio con le sue sorelle
              in quel ruggito che sa solo Dio
              rimasto in gola ad un leone imbelle.
              Composta venerdì 7 ottobre 2011
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                Scritta da: Duilio MARTINO

                Calafatando

                Lo so!
                cadrò sognando
                consumerò le mani
                scartavetrando il faggio
                del logoro ammaccato fasciame
                sulla carena della vecchia barca...
                tra polveri di sale
                annerirò ancora istanti
                calafatando per strozzar commenti
                con pece nera masticata
                nei miei lunghi anni
                di certo occluderò le crepe del tempo
                le offese del mare
                e dei suoi aspri frangenti...

                or che conosco ogni segreto d'onda
                al varo col gran pavese a festa
                e cazzata l'anima mia
                a sfidare nuovamente la tempesta.
                Composta domenica 13 novembre 2011
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