Poesie che hanno partecipato al concorso AMORI di_VERSI

Frasi di questo concorso le trovi anche in Frasi & Aforismi.

Scritta da: Angy70

A te

A te che sei il mio unico grande amore.
A te che sei il mio ieri, il mio presente, il mio domani
a te che mi lasci con il fiato sospeso.
A te che fai perdere un "colpo" al mio cuore.
A te che mi fai vivere la vita come in un soffio,
come un alito di vento,
come il veloce battito di ali di una farfalla.
Come se tutto fosse solo un attimo e invece è l'infinito.
A te che anche tra le lacrime mi fai sorridere.
A te che hai reso e "rendi"
la mia vita sempre più piena e mi fai vivere
un'eterna avventura senza esclusioni di colpi.
A te che non mi fai conoscere mai la noia,
sempre di corsa, sempre a cercare quel qualcosa in più
che possa rendere tutto più facile
anche se sappiamo che non lo è.
A te che mi dai la forza per lottare,
insieme a te, anche quando vorrei arrendermi.
A te che sei semplicemente la mia vita.
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    Scritta da: Elettra Vidili

    Cos'è mai, l'Amore?

    Ho bisogno d'amore, come dell'acqua il fiore.
    Anche solo uno sguardo ma che venga dal cuore;
    questo per me è amore!
    Un sorriso abbozzato, una stretta di mano;
    un camminare lento e piano che ti porti lontano
    e, ti faccia sognare prati verdi e fioriti
    in orizzonti infiniti.
    I bambini ridenti con gli sguardi sognanti,
    anche questo è amore!
    Quando apro gli occhi al giorno, non c'è più buio intorno.
    Si risveglia il creato e ciò che Dio ci ha dato.
    Anche questo è amore!
    Lo sbocciare di un fiore anche quando è innevato
    e il suo far capolino da uno stretto cammino.
    Non c'è neve che tenga, è la vita che torna
    dal profondo più fondo.
    Anche questo è amore!
    Quando nasce un bambino è un altro fiore che sboccia,
    che ti porta la gioia e allontana la noia.
    Anche questo è amore!
    Il cammin della vita sa di gioia infinita,
    ricordarsi bisogna che è un dono di Dio;
    perché niente di ciò, è tuo o mio,
    Anche questo è amore!
    Ce l'ha dato in affitto questo bene infinito,
    ringraziamolo sempre per averci creato;
    per averci amato, seppur rinnegato.
    Anche questo è amore!
    Grazie a Te, oh Signore!
    Composta sabato 7 novembre 2015
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      Scritta da: AndreaX
      Questo arsenico,
      sa di miele.
      Lo mangio a cucchiaiate forti,
      ma vomito farfalle agli angoli delle strade.
      Mi riprendo!
      Pitturando gli alberi con colori accesi,
      che muoiono in allegria.
      Mi riprendo!
      Sognando santi e falsidei,
      che con vecchie "profezie"
      illuminano la via.
      Non è vero,
      non posso riprendermi.
      Quella stronza balla sul mio cervello
      ci gioca
      e lo possiede.
      Con quanta facilità guida i miei pensieri e domina
      le mie fantasie.
      Nel frattempo mi distraggo
      giuro che lo faccio!
      Leggo, scrivo
      e fumo hashish;
      ma lei è sempre qui.
      Tra due righe di boudelaire,
      nelle nuvole di fumo,
      ed in questa stupida poesia.
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        Scritta da: AndreaX
        Sarebbe squallido, banale e ridicolo parlare d'un
        infelice amore o d'un platonico rapporto.
        Parlerò invece d'un amore
        felice e consumato
        nel migliore dei modi,
        tra le lenzuola.
        La sua bianca pelle era un tutt'uno
        con la mia,
        mentre quelle labbra vermiglio
        accarezzavano dolcemente
        il collo ed il mio petto.
        I suoi immensi occhi
        distoglievano l'attenzione
        da qual si voglia distrazione.
        D'un tratto
        gemiti, imprecazioni
        e parole sconnesse
        rimbombavano per la stanza
        in una pozza di passione.
        Stop!
        Ed un intenso, pungente
        quanto acre odore
        di felicità si respirava nella statica aria di quella stanza.
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          Scritta da: smit

          MammaDonna

          La voce è un po' cambiata la pelle più morbida
          con lo sguardo catturo ancora le bellezze della vita.
          È vero non sono più giovane
          il passare del tempo ha segnato dentro e fuori di me
          una grande amorevole nuvola rosa.
          Non importa come gli uomini mi vedono
          io, accarezzo ancora la meraviglia di:
          "essere donna, essere madre."
          Composta nel maggio 2015
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            Scritta da: Anna Cottini

            Irene

            Non amo il sopravvivere,
            ti confidai quel giorno;
            adesso ti confesso: è meglio deragliare.
            È un nodo, un guazzabuglio,
            giuro: non è un imbroglio.
            Paura non d'amare la voglia di nascondermi;
            nemico da sconfiggere:
            pacata ipocrisia che giudica e ferisce
            questa passione anomala.
            Se sogno le tue mani non è capriccio labile
            o tessera di un puzzle
            che forma un quadro inutile.
            Tu, bizzarro refolo che guizza nella mente,
            mi graffi dentro l'anima e mi tormenti il cuore.
            E ancora la tua immagine
            che penetra sfacciata
            in questo giorno liquido.
            E mille gocce gelide
            sai trasformare in briciole
            che baciano la pelle;
            ma questi strani brividi sussurrano la voglia
            di un'ansia incontenibile:
            è il pane del mio vivere.
            Irene, io ti amo.
            Sei la mia via di fuga, il mio confine infranto,
            pugnale nello stomaco.
            Irene, io ti amo.
            Sei tutto ciò che ingoio:
            veleno, amaro, dolce, groviglio nella gola.
            Ascolta la nenia complice:
            ti prego di concedermi
            la fragile illusione di questo strano amore.
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              Scritta da: Fabio Stancari

              È successo? Si ma è certezza

              L'ho visto da lontano
              Dio mi ha detto
              "non è giunta la tua ora".
              Un suo dito si è illuminato
              Su una nube bianca mi sono ritrovato
              Ho agganciato un deltaplano e dal vento accarezzato
              su una montagna sono arrivato.
              Ho sceso i suoi irti colli
              in pianura mi sono coricato.
              Ho camminato lungo i suoi giardini,
              la stagione era invernale
              ma una margherita fiorita ho potuto trovare,
              meraviglia della natura
              che insegue la radura.
              Alla fine ho scoperto
              ero solo nella mia camera da letto
              non è stato il carnevale, la fiera o l'atmosfera.
              E dopo una carezza al mio viso
              solo un bacio è stato.
              L'immensa emozione mi ha travolto.
              Stasera quel bacio, la mia penna ha accolto.
              Composta domenica 11 gennaio 2015
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                Scritta da: Martina Pace

                Fervide mutazioni

                L'acqua dalla doccia ci accarezza il viso,
                la pelle, alimenta i nostri brividi,
                infiniti sono i volti che spiano i nostri moti,
                addensandosi come presenze nella stanza,
                è buio ed io danzo in penombra
                con il mio asciugamano,
                è come se fosse sempre qui,
                come un cucciolo al mio fianco,
                tanta è la tenerezza che mi trasmette,
                è un desiderio inestimabile,
                che come uno spirito selvaggio,
                prende possesso del mio corpo
                e delle mie facoltà mentali,
                come un bocciolo da iniziare ad annusare,
                si nutre in me il desiderio di sentire
                il suo respiro tra le spine dell'amore,
                sui muri del destino, tra gli angoli del cuore,
                il suo sguardo, così gentile,
                quasi offende il mio,
                i suoi sorrisi, così brillanti,
                sembrano diamanti,
                i suoi passi sono così silenziosi
                da far rumore solo nel cuore,
                dove tutto è un gran frastuono,
                tutto fa contrarre il mio cuore,
                il mio seme desidera il suo miele,
                sono un cigno che desidera
                chiuderti tra le sue piume,
                imprigionando per sempre i suoi sensi.
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                  Scritta da: Reverendo Oscuro

                  Lacrime proibite

                  Dimmi chi sei davvero
                  spietato demone incantatore
                  sei la mia giusta punizione
                  o soltanto finzione?
                  Nei tuoi abiti lisi
                  io m'accingevo ad entrare
                  sulle tue labbra carnose
                  non smettevo, oh mai di osare
                  baciarti
                  accarezzarti
                  illudermi beato!

                  Allora dimmi che vuoi ancora
                  da me, oh schiava del mistero
                  e dell'orgoglio insano
                  sul tuo volto stendo un velo
                  ora, ho bisogno d'offuscarti
                  vorrei non soffrir più invano
                  nell'eufonia di perdere, di perderti.
                  Nei tuoi abiti lisi
                  io mi riscopro un fantasma
                  sulle tue labbra carnose
                  sangue velenoso
                  baciarti
                  accarezzarti
                  e soccombere come un dannato!

                  Esalando ultimi respiri
                  dai miei occhi non sgorgheranno più
                  lacrime proibite!
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